Traghetto in fiamme. Naufraghi in elicottero e motovedette verso il Salento, diversi i feriti

Incendio sul traghetto Norman Atlantic con quasi 500 persone a bordo. Mobilitate forze in massa anche nel Salento. Vari passeggeri trasportati al "Cesari" di Galatina con ipotermia, fra cui bimbi con le mamme e smistati negli ospedali di tutta la provincia. Morto uomo greco durante i soccorsi: la moglie a Otranto

L'arrivo a Otranto della motovedetta con tre feriti (tutte le fotografie sono di Antonio Quarta).

Incendio sul traghetto diretto ad Ancona partito dalla Grecia
LECCE – Lo stato d’allerta è scattato in provincia di Lecce come altrove fin dalle prime luci dell’alba. E ben presto un dispiegamento imponente di uomini e mezzi sarebbe stato realmente chiamato a fare la sua parte in uno dei più complicati e drammatici soccorsi marittimi degli ultimi anni.

Gli elicotteri dell’aeronautica e della guardia costiera sono stati costretti a fare la spola verso l’aeroporto militare “Fortunato Cesari” di Galatina per i casi più urgenti o a prelevare, con quelli della Marina militare, le persone ancora a bordo del traghetto Norman Atlantic in fiamme e trasferirle sui natanti di salvataggio.

Le motovedette fino al tardo pomeriggio non sono riuscite ad avvicinarsi per i marosi e l'elevata presenza di fumo. Solo dopo ore di tentativi il rimorchiatore "Marietta Barretta" partito da Brindisi ha agganciato la nave. Sul posto è arrivata anche la nave San Giorgio della Marina militare. 

Purtroppo, ma prima che tutto questo accadesse e che s'iniziasse a vedere uno spiraglio, un uomo greco è morto nel tentativo di raggiungere una scialuppa. Si tratta di un marittimo. Il corpo è stato trasportato a Brindisi. La moglie, invece, imbarcata verso Otranto. La destinazione finale dell'imbarcazione trainata sarà decisa nelle prossime ore. Potrebbe essere Brindisi, ma anche un porto albanese. Tutto dipenderà come sempre dalle condizioni del mare. 

L'INCIDENTE

Le 478 persone a bordo (di cui ventidue italiani, oltre 200 i greci e il resto di varie nazionalità) e fra queste 56 membri dell’equipaggio si sono ritrovate fra alte onde e venti fino a 50 nodi, nel pieno del Canale d’Otranto, con la nave resa incandescente per il fuoco. In molti hanno raccontato atterriti alle televisioni greche via telefono come sentissero le scarpe quasi fondersi.  

Sconosciute per ora le cause del rogo, anche se diverse sembra che fossero le carenze già segnalate nel corso di un'ispezione a Patrasso, stando a un rapporto dell'organizzazione internazionale Paris MoU. Tuttavia, come riporta una nota dell'Ansa, l'armatore Visentini Group ha spiegato che i controlli "hanno confermato lo stato di piena funzionalità della nave".

"Era stato riscontrato un lieve malfunzionamento di una delle porte tagliafuoco, la numero 112, situata al ponte numero 5, ponte sovrastante a quello da dove sembrerebbe, con le informazioni finora disponibili, essersi sviluppato l'incendio", ha chiarito l'armatore. Il malfunzionamento però "è stato immediatamente eliminato a soddisfazione degli organi ispettivi competenti" e "la nave ha potuto prendere servizio". Sul Norman Atlantic, ha concluso "vi sono un totale di 160 fra porte e aperture tagliafuoco".

Di certo saranno le successive inchieste a chiarire quanto avvenuto. Per ora, purtroppo, non si può che prendere atto che un vero e proprio inferno s’è scatenato a bordo quando, intorno alle 4,30 del mattino, dal garage sono divampate fiamme diventate in breve impossibili da domare. Il traghetto italiano era salpato dal porto di Igoumentisa, nella Grecia Nord Occidentale. Era diretto ad Ancona. L'attracco era previsto per le 17. L’imbarcazione s’è fermata a circa 13 miglia e mezzo da Valona (Albania) e oltre 30 da Otranto.

Alle 18 erano 161 persone tratte in salvo con vari mezzi, fra navali e aerei, in una vasta operazione di soccorso coordinata dalle autorità greche e italiane (Maritime rescue sub center di Bari). Il resto è rimasto a bordo. L'Aeronautica e la Capitaneria di porto hanno anche preso in considerazione l'uso di quattro velivoli aerei con capacità di visione notturna. La Marina ha approntato un ulteriore elicottero del quarto gruppo di Grottaglie. 

MOTOVEDETTA A OTRANTO CON FERITI: FRA LORO LA MOGLIE DELLA VITTIMA

Diverse motovedette della guardia costiera sono salpate da Brindisi e dall’ufficio circondariale marittimo di Otranto, e una di queste, la Cp310, è rientrata nel porto della provincia di Lecce con tre persone a bordo: una donna e due militari rimasti feriti.

Questi ultimi due sono un aerosoccorritore della Marina militare e un appartenente alle Capitanerie di porto. La donna, invece, è Teodora Duljs, moglie di George, il marittimo greco scomparso nel corso delle drammatiche fasi del soccorso. Oltre ad aver riportato alcune ferite, è ovviamente in stato di shock dopo quanto avvenuto. Ha ricordato come il marito sia deceduto cadendo malamente nel corso degli aiuti. 

Il gruppetto è arrivato davanti al molo intorno alle 18,30, accolto da diverse ambulanze. Sono stati tutti trasportati presso l'ospedale "Santa Caterina Novella" di Galatina. Le loro condizioni non sono gravi. In particolare, si riscontrano un problema a un ginocchio per un militare e una frattura al bacino per la donna, oltre a inevitabili stati d'ansia (guarda il video da Otranto). 

STRATEGICO L'AEROPORTO DI GALATINA

1-307-37Grande utilità, in una situazione del genere, hanno avuto come detto soprattutto gli elicotteri e di conseguenza strategico s'è rivelato lo scalo di Galatina.

Due i mezzi di soccorso aereo dell’Aeronautica militare impegnati fin da questa mattina (modelli HH-139 AM) e altrettanti della Guardia costiera di Catania (due AW 139 CP). 

Il primo elicottero, di stanza all’84° Centro Sar di Gioia del Colle è intervenuto su input del Comando operazioni aeree - Rescue coordination center di Poggio Renatico alle 7,35 circa ed ha recuperato con il verricello un naufrago a bordo di un battellone di emergenza calato in mare dal traghetto.

L’uomo, italiano di mezza età, provato ma senza gravi conseguenze, è stato trasportato presso l’infermeria della base aerea sede del 61° Stormo, aperta in via straordinaria per dare supporto ai vari mezzi aerei. Da quel momento in poi è stato un susseguirsi di arrivi e partenze. 

In breve sono giunti gli altri elicotteri. In distinti viaggi sono state quindi portate nello scalo aeroportuale del centro del Salento ben diciannove persone, fra cui due bimbi accompagnati dalla madre incinta di un terzo figlio (una donna mediorientale), e un’altra mamma greca con la figlia. Si tratta di bimbi fra i 2 e i 3 anni. Le mamme con i rispettivi figli sono state smistate presso gli ospedali “Santa Caterina Novella” di Galatina e “Vito Fazzi” di Lecce.  Diversi i casi d’ipotermia anche fra gli altri passeggeri. 

Interessato da un forte movimento è stato soprattutto l’ospedale “San Giuseppe” di Copertino, con due minori in pediatria e altre undici persone sottoposte a visite, ma prossime a essere dimesse. In totale sono ventidue le persone passate o che ancora sostano nei nosocomi salentini. Non ci sono casi che comportano rischi per la vita.

Hanno operato sulla scena come mezzi aerei anche un Superpuma greco, un AB 212 della Marina militare, tre EH 101 della Marina militare e un ATR 42 della Capitaneria di porto per il coordinamento delle risorse aeree.

IL GRANDE LAVORO DEI SANITARI

IMG-20141228-WA0013-3Immensa e complessa la macchina dei soccorsi. Tutte le risorse del territorio sono state messe in allerta e già nella mattinata erano al lavoro la postazione medica avanzata di Lecce con quindici ambulanze del 118 delle associazioni di volontariato di protezione civile. Sono stati avvisati tutti i nosocomi locali e, per la fattispecie dei bimbi, i reparti di pediatria. I mezzi del 118 sono coordinati dal dottor Maurizio Scardia. 

In moto anche la sala operativa regionale della Croce rossa italiana che ha attivato le sale provinciali di Brindisi e Lecce con la disponibilità di quattro ambulanze con equipaggio e un mezzo per la logistica. In pre-allerta anche il corpo delle infermiere volontarie. Tutti quanti si sono coordinati negli interventi, predisponendo anche coperte e teli isotermici.

Fin dall’alba sono stati chiamati a fornire supporto anche tutti i mezzi di carabinieri, polizia e guardia di finanza di stanza dell'area di Otranto, uno dei porti - come detto - più coinvolti nei soccorsi insieme a quello di Brindisi. Ed è presso la Prefettura di questo centro che è stata istituita l'unità di crisi.

Tutto questo per una pagina di cronaca nera ancora una volta di grande impatto emotivo, ma che ha messo in luce anche l'efficienza degli interventi, in particolare dall'Italia, e il grande cuore di tutti gli operatori del Salento, volontari e non, che ancora lavoreranno a lungo per la gestione di un'emergenza delicata e complessa. 

Gli aggiornamenti dal porto di Brindisi su Brindisireport.it

La diretta su Today.it  

t/cronaca/incendio-traghetto-grecia-italia-ancona-28-dicembre-2014.html
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