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Cronaca Lizzanello

Traffico, spaccio di sostanze stupefacenti e armi a Lizzanello e dintorni: 8 arresti

Le indagini dell'Antimafia avrebbero consentito di appurare l'esistenza di due distinti gruppi criminali attivi nelle stesse zone. Per sei indagati, il gip del tribunale di Lecce ha disposto il carcere, per altri due gli arresti domiciliari. L'ordinanza è stata eseguita da oltre 60 carabinieri

LIZZANELLO - L’esistenza di due distinte organizzazioni criminali con disponibilità di armi, facenti capo a componenti di una stessa famiglia, che avrebbero fatto affari con la droga, soprattutto cocaina e marijuana, a Lizzanello e nelle zone vicine: è quanto avrebbe accertato l’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Lecce avviata nell’agosto del 2019, dopo le rivelazioni di un ex collaboratore di giustizia. 

Le indagini, durate circa un anno, sono sfociate nella copiosa ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Angelo Zizzari, a carico di otto persone, iscritte sul registro con altre 45, sebbene una di queste sia deceduta di recente in un incidente stradale,  cui sono contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere finalizzata a traffico di sostanze stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio, ricettazione e porto illegale di armi. Per sei di queste è stato disposto il carcere: Mirco Roberto De Matteis, 46 anni; Graziano De Fabrizio, 41, di Merine; Massimiliano De Dominicis, 32, di Merine; Angelo Braì, 50; Luca Lenti, 49; Ugo De Mitri, 52. Tutti di di Merine (frazione di Lizzanello).

Per altre due, il giudice ha imposto i domiciliari, col braccialetto elettronico: Mirko Melucci, 40 anni, di Vernole, e Simona Tornese, 46, di Merine, moglie di De Mitri.

Il provvedimento eseguito all'alba di oggi dai carabinieri del nucleo investigativo del reparto operativo ha visto impegnati oltre 60 militari in forza ai reparti dipendenti dal comando provinciale di Lecce, con il supporto delle unità antidroga del nucleo cinofili di Modugno.

Durante l'attività investigativa svolta sia col metodo tradizionale che con le intercettazioni telefoniche e ambientali, erano state arrestate sei persone in flagranza di reato (tra cui gli stessi De Mitri, Tornese e De Fabrizio), altre tre (una delle quali minorenne) denunciate a piede libero e molte altre ancora segnalate per uso non terapeutico di sostanze stupefacenti. Non solo. Erano stati sequestrati droga, armi e denaro.

I gruppi in questione sarebbero caratterizzati dal peculiare spessore criminale dei suoi componenti, alcuni dei quali già condannati per reati in materia di stupefacenti, nonché per associazione mafiosa, e si sarebbero avvalsi anche di minorenni.

Una delle associazioni, a capo della quale ci sarebbe stato De Matteis, avrebbe utilizzato, inoltre, un collaudato sistema di pagamento, facendo transitare il denaro legato alla vendita di droga sul circuito Postepay. Così, attraverso mirati accertamenti di natura patrimoniale svolti nei confronti degli indagati è stato possibile quantificare l’entità degli introiti che sarebbero derivati dalla gestione dell’attività illecita e consentire all’autorità giudiziaria di emettere un sequestro preventivo per equivalente di una somma di 117mila euro circa nei confronti di 11 persone.

A gestire il secondo gruppo, sarebbero stati i due figli di De Matteis, Bruno, di 25 anni, e Giacomo Gianluca, di 21, indagati a piede libero in questo procedimento.

Fissati per domani mattina, a partire dalle 10, gli interrogatori di garanzia degli otto arrestati.

A difenderli ci penseranno gli avvocati: Giuseppe Presicce, Fulvio Pedone, Pantaleo Cannoletta, Umberto Leo, Federica Conte, Diego Cisternino e Dario Congedo.

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