Cronaca

Due sbarchi in un giorno, 49 clandestini rintracciati

Il primo gruppetto, di sette persone, ritrovato a Pescoluse. Più tardi, rinvenuta una barca a Punta Meliso e decine di altri uomini. Tutti asiatici, tranne un marocchino. Indiziato di essere scafista

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SANTA MARIA DI LEUCA - Secondo approdo di fila di un carico umano, sulle coste del Salento, nel giro di due giorni. E fanno in realtà tre. Perché (e, a memoria, è la prima volta da anni) gli sbarchi questa volta sono stati due in una sola mattinata. Non la stessa imbarcazione che ha fatto due scali diversi, come si poteva ipotizzare in un primo momento, ma due natanti diversi, che hanno raggiunto punti distanti fra loro qualche chilometro, in orari del tutto differenti.

Già prima che sorgesse l'alba, intorno alle 4,30, i carabinieri erano stati avvisati. Un gruppetto di persone, appena sbarcate, si aggirava un po' sperso nelle stradine intorno a Pescoluse, marina di Salve. E, a quanto pare, era stata segnalata anche un'imbarcazione in movimento, nei pressi della costa. Imbarcazione (forse un gommone) che deve essere riuscita a sfuggire ai controlli e a ripartire.

Le pattuglie dei militari dipendenti dalla compagnia di Tricase hanno raggiunto la zona in pochi minuti. Sette sono stati i clandestini rintracciati. Tutti sedicenti pachistani. Ma era evidente che non ne potessero esserne arrivati così pochi. Solitamente, in ogni viaggio, giungono dai trenta ai quaranta profughi circa. I più, saranno riusciti in qualche modo a scappare per le campagne.

Una volta sorto il sole, poi, una nuova segnalazione. Riguardante una vecchia imbarcazione, piuttosto grossa e malridotta, ferma più a Sud, rispetto al primo rinvenimento, e per l'esattezza in zona Punta Meliso. Praticamente, a Santa Maria di Leuca. Facile intuire la provenienza: Grecia o Turchia. La tratta, ormai, è nota. La barca è rimasta letteralmente arenata.

Il gruppo, in questo caso, era assolutamente più nutrito. Tanto che all'ultimo conteggio, è salito a quota quarantadue persone (e fanno quarantanove, con i sette ritrovati prima). Stavano risalendo la costa, all'interno del bosco, nei pressi del Santuario. Le nazionalità d'origine, le solite: qualcuno del Bangladesh, altri iracheni e afgani. Una decina sono ragazzi; forse, fra loro, anche qualche minorenne. Sul posto, questa mattina, oltre ai carabinieri, anche militari della capitaneria di porto (che procedono con le indagini) e guardia di finanza.

Non è certo da escludere che in mezzo al gruppo possano esservi gli scafisti. Uno, in particolare, è fortemente indiziato. L'unico che s'è dichiarato marocchino. E che s'è avvicinato subito agli operatori delle forze dell'ordine, per collaborare. Forse un tentativo di sviarli. Ma questa, per il momento, è solo un'ipotesi. Per gli extracomunitari, la solita trafila: cibo e acqua, grazie anche al sostegno dei volontari, e il trasferimento presso il centro "Don Tonino Bello" di Otranto, per l'identificazione.


Intanto, più avanti nella mattinata, la motovedetta della guardia costiera, assicuratasi dell'assenza di naufraghi, ha provveduot a far rimorchiare la barca nel porto di Santa Maria di Leuca, dovìè stata messa in sicurezza, scongiurando possibili rischi ambientali derivanti dalla fuoriuscita di idrocarburi.

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