Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca

E in via Palumbo "spunta" un antico pozzo. Messapico?

Lecce immenso patrimonio archeologico: durante i lavori stradali a ridosso delle vecchie mura ieri un altro ritrovamento. E Perrone striglia la Soprintendenza sugli studi di piazzetta Santa Chiara

Difficile eseguire lavori stradali nel centro storico di Lecce senza che alla prima "zampata" di ruspa non salti fuori qualche reperto archeologico risalente all'età messapica o a quella romana. Difficile, poi, che l'iter burocratico e la cronica mancanza di fondi destinati al recupero e alla fruizione dei ritrovamenti, consenta di procedere con speditezza all'isolamento del reperto, da lasciare bene in vista all'occhio del passante, e al proseguo del lavoro stradale. Ieri pomeriggio, per esempio, in via Palumbo a Lecce, la strada che immette in via Antonio Galateo, oltre le mura nel cuore della città vecchia, praticamente alle spalle del vecchio liceo musicale "Tito Schipa", durante i lavori stradali per l'interramento di cavi, a poco meno di un metro di profondità sotto il manto stradale, è stato rinvenuta la bocca di un pozzo che gli archeologi della Sovrintendenza, giunti sul posto subito dopo il ritrovamento, hanno iniziato a studiare per capire a quale età struttura sia riconducibile. Non sappiamo se il reperto entrerà a far parte della mappa sui ritrovamenti archeologi a Lecce, quanto meno utile, quando lo studio lo si potrà trovare anche dal giornalaio, come è giusto che sia, per capire che lì, sotto quella strada o a ridosso di quel vicolo , vi è una tomba messapica o le mura di cinta dell'anfiteatro romano.

E intanto, il sindaco di Lecce Paolo Perrone mette le mano avanti e richiama la responsabilità della Soprintendenza e della Università a fronte di eventuali richieste risarcitorie già preannunciate dall'impresa aggiudicataria dell'appalto per la riqualificazione di piazzetta Santa Teresa. E lo fa a causa del protrarsi dei tempi di esecuzione delle opere. In particolare, per la situazione di fermo del cantiere inerente i lavori di sistemazione dei piani pavimentali: "In riferimento alle possibili soluzioni prospettate - scrive il primo cittadino - qualora non possano essere reperiti con immediatezza ulteriori fondi per la prosecuzione degli scavi, si richiede l'autorizzazione alla ricopertura dei rinvenimenti ed alla divulgazione dei dati conoscitivi finora acquisiti".

I lavori di sistemazione e riqualificazione di piazzetta Santa Chiara (piazzetta Vittorio Emanuele II), com'è noto, sono sospesi dallo scorso 12 novembre a seguito del ritrovamento durante gli scavi di resti di terme presumibilmente risalenti all'età romana augustea. La Scuola di Specializzazione in Archeologia dell'Università degli Studi del Salento (sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologica della Puglia) ha eseguito sul sito due saggi esplorativi per comprendere la successione stratigrafica in questa zona della città, a seguito dei quali sono emersi appunto questi importanti rinvenimenti archeologici. E gli enti preposti stanno conducendo indagini esplorative di approfondimento. Sì, ma quanto devono ancora durare gli studi di approfondimento sugli scavi archeologici? Se lo sarà chiesto il sindaco Perrone, che per avere una risposta e fare intendere che il Comune non ci sta a fr fronte a "eventuali richieste risarcitorie" da parte della ditta aggiudicataria dei lavori, ha pensato bene di scrivere ai diretti interessati, Ruggero Martines (Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia) e per conoscenza a Giuseppe Andreassi (Soprintendenza Archeologica della Puglia) e Francesco D'Andria (Scuola di Specializzazione in Archeologia dell'Università degli Studi del Salento), per avere risposte sulla situazione del sito archeologico in questione.


Piazzetta Vittorio Emanuele II è una singolare piazzetta del centro storico (sulla quale si affacciano significativi monumenti o edifici pubblici quali la chiesa di Santa Chiara o il palazzo della Banca d'Italia), la cui attuale sistemazione a "giardino pubblico" risale al 1897. Attualmente è l'unico esempio di spazio destinato a verde pubblico nell'area antica della città. L'intervento prevede la ripavimentazione dell'intera superficie con basoli di pietra dura di Apricena, la ricostituzione dell'impianto originario della villa, il ripristino degli spazi verdi (con la piantumazione di lecci ed oleandri), il restauro della panchine e degli elementi originari. Prevista la dotazione di illuminazione artistica sui vialetti interni ed il restauro del monumento dedicato a Vittorio Emanuele II posto al centro della piazza.

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