Cronaca

Emergenza richiedenti asilo politico: istituzioni a lavoro per una soluzione

Il caso dei circa trenta immigrati, presenti a Lecce da un mese e rimasti per strada, al centro dell'incontro in Prefettura, per trovare una sistemazione. Intanto Integra Onlus e il consigliere Galati lanciano un nuovo appello

Gli immigrati per strada

LECCE - Il problema esiste e riguarda una più complessiva strategia di accoglienza degli immigrati che continuano ad arrivare sulle coste salentine: il caso dei 69 extracomunitari che hanno richiesto asilo politico a cui si aggiunge quello dei circa trenta ancora senza sistemazione, per via dell'assenza dei posti nei compenti Cara, presenti in Puglia e nelle altre regioni, resta di stringente attualità. Le istituzioni salentine cercano soluzioni alla questione, attraverso un apposito incontro che si sta tenendo in queste ore in Prefettura, con il coinvolgimento di Comune di Lecce, Provincia ed Asl. 

In questa sede, infatti, il Prefetto, Giuliana Perrotta, dopo aver coordinato le prime forme di accoglienza presso strutture del volontariato operanti nella provincia, valuterà insieme alle altre istituzioni i luoghi idonei alla sistemazione temporanea dei migranti: è stata ottenuta, infatti, dal Ministero dell'Interno l'autorizzazione alla temporanea sistemazione dei quasi 30 migranti ancora privi di sistemazione presso altre strutture ricettive già note alla Prefettura.

Ma il dibattito sul tema si infervora: è di queste ore, infatti, una lettera di Integra Onlus, indirizzata alle Istituzioni competenti, in cui si lancia l’allarme sulla situazione drammatica in cui versano alcuni richiedenti asilo politico sul territorio di Lecce. Dopo aver appreso dei richiedenti asilo politico, presenti sul territorio di Lecce da più di un mese, che vivrebbero per strada in rifugi di fortuna, gli operatori di sportello di Integra Onlus, nel pomeriggio del 1° giugno scorso, si sono recati per un sopralluogo verificando che le condizioni di precarietà denunciate, riscontrandone l'effettiva rispondenza: afghani, iracheni e curdi siriani, da settimane sul territorio, hanno trovato presso il dopolavoro ferroviario sito in Via Diaz un riparo di fortuna per la nottefoto-107-6.

"Tuttavia - si legge nella lettera - sono nell’impossibilità di accedere a servizi sanitari e di poter curare l’igiene personale a tal punto che con l’inoltrarsi nella stagione calda potrebbero nascere anche delicate emergenze sanitarie per i richiedenti e per il territorio".

La presidente Klodiana Cuka chiede pertanto la convocazione urgente di un tavolo per una pronta risoluzione della situazione di emergenza, non rispettosa della dignità umana. Sul tema, interviene anche il consigliere regionale, Antonio Galati, al lavoro da ieri per ricercare soluzioni, utilizzando allo scopo gli emolumenti di carica, che, come annunciato nelle scorse settimane, vuole destinare a fini sociali: immediata è stata la reazione di solidarietà ed assistenza di alcune associazioni e di singoli individui per portare un ausilio concreto ed entro oggi si dovrebbe assicurare cibo, vestiti e servizi igienici e una sistemazione per la notte ai richiedenti asilo.

Il consigliere si è recato ieri di persona nell'area del "Dopolavoro ferroviario", nelle vicinanze di piazzale Rudiae, dove hanno trovato riparo i giovani: "Non ci sono parole sufficienti - ha precisato - per descrivere la situazione di assoluto abbandono e degrado alla quale abbiamo assistito ieri sera quando ci siamo recati  nell'area nella quale hanno trovato un riparo precario oltre 30 giovani, fuggiti dalla guerra e dalla miseria e letteralmente abbandonati a se stessi. Stiamo cercando di tamponare l'emergenza umanitaria, esplosa nel cuore del nostro capoluogo nell'indifferenza generale (eccezion fatta per la tenace solidarietà operata da un mese a questa parte da Pati Luceri).Ora occorre però dare una risposta di sistema: le istituzioni preposte si devono attivare con la massima celerità per dare entro brevissimo tempo una risposta in termini di burocrazia, assistenza, rifugio a questi trenta ragazzi".

Intanto il direttore del consiglio italiano rifugiati, Cristopher Hein, parla di "gravissima violazione dei diritti di accoglienza": "La legge italiana - precisa - è chiara: prevede che ogni richiedente asilo che arriva in Italia senza adeguati mezzi di sostentamento ha diritto a forme materiali di accoglienza sin dal momento in cui presenta domanda di protezione. È grave che queste persone abbiano passato mesi per strada. Ci chiediamo inoltre perché non abbiano né un attestato nominativo, né un permesso di soggiorno, anche su questo punto la legge è chiara e deve essere rispettato il loro diritto a possedere documenti validi e riconoscibili. Abbiamo già scritto al Prefetto e stiamo in attesa di avere risposte, speriamo positive. In caso contrario valuteremo se ricorrere per vie legali”.

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