Lunedì, 26 Luglio 2021
Cronaca

Voto di scambio per un alloggio? L’esposto arriva in procura

Dopo le dichiarazioni di una coppia di leccesi, che hanno ammesso di aver ricevuto denaro e buoni benzina per il proprio consenso elettorale, la Federazione della sinistra ha depositato formale denuncia alla magistratura

LECCE – Alle 10.30 di questa mattina la procura della Repubblica di Lecce è stata ufficialmente messa al corrente, grazie ad un esposto della Federazione della Sinistra, dell’episodio di presunta compravendita di voti denunciato ieri da una coppia di leccesi, residenti in un palazzo dello Iacp di via don Giacomo Alberione, in zona Settelacquare. Naturalmente saranno gli sviluppi della vicenda, ora nelle mani della magistratura, a determinare l’eventuale sussistenza di una o più fattispecie di reato ma, rispetto ad analoghe denunce, qualche elemento di novità e dunque di ulteriore riflessione c’è.

Con ordine. Angela, che cresce insieme al marito Paolo due figli (il più piccolo di due mesi), racconta a Trnews – in due puntate - una storia di ordinaria disperazione: “barricati” in casa, attendono che lo sfratto ricevuto dallo Iacp venga eseguito. Una proroga consentirà loro di rimanerci fino alla fine di questo mese, ma solo perché si sono rifiutati di firmare l’atto esecutivo dell’ufficiale giudiziario presentatosi insieme alle forze dell’ordine. Poi via. Attraverso una scrittura privata avevano concordato – all’insaputa dello Iacp - lo scambio di quello che era il monolocale nel quale vivevano con un appartamento più consono alle esigenze di una giovane famiglia, ereditando però la morosità dell’inquilino al quale sono subentrati. E’ per questo che devono liberare l’alloggio.

“Ieri hanno comprato il nostro voto dandoci 120 euro e cinque buoni di benzina da 30 euro, oggi vogliono sbatterci fuori”, ha riferito la donna alludendo a personaggi politici cittadini non meglio identificati. “Tutto quanto dichiarato dai due coniugi, se corrispondente al vero – scrivono nell’esposto Daniele Ianne per conto dei Comunisti italiani e Roberta Forte in rappresentanza di Rifondazione comunista – oltre a costituire un inaccettabile comportamento vessatorio e ricattatorio nei confronti di cittadini che si trovano in oggettive difficoltà, configurerebbe sul piano giuridico la violazione di norme di ordine pubblico e comporterebbe la consumazione di reati perseguibili d’ufficio dell’autorità giudiziaria che dovesse venirne a conoscenza”.

esposto-4I due segretari provinciali (a sinistra e al centro della foto)  “denunciano al contempo al pubblico ministero il contenuto delle dichiarazioni della signora Angela e chiedono di verificare se nei comportamenti da elle descritti nell’intervista possano ravvisarsi ipotesi di reato in danno dei diritti politici dei cittadini e contro l’ordine pubblico ed a quali persone fisiche siano ascrivibili tali comportamenti, procedendo, per l’effetto, secondo legge nei confronti dei colpevoli”.

Non è certo la prima volta che segnalazioni del genere alimentano sospetti sul mondo politico cittadino, chiamato a rispondere alle esigenze, spesso veri e propri bisogni primari, dei cittadini. Anche nell’ultima campagna elettorale, il Partito democratico – con la vice presidente Loredana Capone – aveva bussato con una lettera-esposto alle porte della magistratura, della prefettura e delle forze dell’ordine, rifacendosi anche al listino prezzi sul quale per primo si era espresso il consigliere uscente di Io Sud, Francesco Cazzella. Questa volta però il quadro è diverso: una persona ammette pubblicamente di aver accettato denaro e beni equivalenti (configurando dunque un ipotetico reato di concussione) da persone (per ora ignote) in cambio di una promessa.

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