Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Estimi catastali, esulta Confedilizia: "Commissione tributaria ci dà ragione"

Pubblicata la prima sentenza, in cui sarebbe determinante l'apporto tecnico di Confedilizia sull'inesattezza dei calcoli effettuati dall'Agenzia del territorio: "Per la legge non si poteva effettuare una semplice media aritmetica"

LECCE - La Commissione Tributaria di Lecce nella prima decisione di merito, pubblicata il 16 maggio scorso, avvalora quanto la Confedilizia di Lecce ha sostenuto per mesi, fin dal momento iniziale di quella che il presidente Marino Antonio Congedo, definisce "l'inopportuna iniziativa assunta dall’Agenzia del Territorio di Lecce per la revisione degli estimi catastali, in discrasia con quanto deliberato persino dal Comune di Lecce".

L’associazione di proprietari Leccesi è lieta del positivo risultato prodotto dalla decisione dei Giudici tributari, ascrivibile al contributo decisivo offerto dai tecnici Confedilizia, con la predisposizione di elaborati tecnici e relazioni di perizia, messe a disposizione di tutti i proprietari leccesi ed ampiamente utilizzati, a supporto delle difese degli avvocati impegnati nelle controversie già trattate e di quelle in corso di trattazione innanzi alla Commissione Tributaria Leccese.

Un accurato studio dell'associazione dei proprietari, sulla problematica sollevata da Elio Scorrano e dagli ingegneri di Confedilizia, ha dimostrato l'errore nei calcoli effettuati dall'Agenzia del Territorio: "Infatti - spiega Congedo -, alla base di tutto c'è il rapporto tra valore medio di mercato e il corrispondente valore medio catastale in ogni singola microzona. Ebbene, secondo la legge, l'Agenzia avrebbe dovuto operare un calcolo per selezionare la microzona che mostra una «significativa» anomalia, in termini di scostamento tra i due valori rispetto allo scostamento mediamente riscontrato per l'insieme delle microzone".

"Ma tale rapporto - aggiunge - non poteva essere effettuato tramite una semplice media aritmetica, ma tramite una più complessa media 'ponderata'”. Non è infatti pensabile che le due microzone che contengono il 95% dei fabbricati possano essere considerate 'anomale' rispetto alle zone rurali e alle marine, se non si tiene conto del “peso” che esse hanno rispetto all’insieme di tutte le microzone".

"Dallo studio di Confedilizia - conclude -, si dimostra che, come vuole il disposto legislativo, lo scostamento delle microzone 1 e 2, rispetto all’insieme delle microzone comunali, è nettamente inferiore rispetto al limite imposto, ragione per cui la revisione del classamento non poteva essere attivata".

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