Falsi incidenti e indennizzi veri, chiuse le indagini: in otto rischiano il processo

Al centro dell'inchiesta il titolare di un'autocarrozzeria di Surbo. Due i periti indagati per avere redatto le false perizie

LECCE – Avrebbero organizzato falsi incidenti stradali per truffare le compagnie assicurative con il presunto coinvolgimento di un paio di periti. Un sistema tanto ingegnoso quanto truffaldino che avrebbe permesso di incassare risarcimenti che oscillavano tra i mille e i tremila euro, provocando un danno alle compagnie. Ora, a conclusione delle indagini, la Procura di Lecce ha inviato i relativi avvisi a otto indagati. Sei sono gli organizzatori e i beneficiari delle presunte truffe, due sono invece i periti assicurativi finiti nell’inchiesta.

Le indagini condotte dalla Guardia di finanza e coordinate dal sostituto procuratore Antonio Negro, hanno consentito di ricostruire cinque diversi episodi avvenuti tra il febbraio 2013 e il febbraio 2014, tutti a Surbo. Al centro dell’inchiesta la figura di Antonio Calò, 35enne leccese, legale rappresentante e titolare dell’omonima autocarrozzeria di Surbo. Lui, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe organizzato i falsi incidenti e richiesto gli indennizzi. I sinistri sarebbero stati organizzati con Pantaleo Calò, 63enne di Surbo; Giuseppe De Matteis, 37enne di Cavallino; Giuseppe Matrone, 29enne di Surbo (i tre sono tutti dipendenti dell’autocarrozzeria Calò); e Alessandro Sabato Vicedomini, 30enne di Surbo. Paolo Leo, 67enne leccese, e Antonio Piccinno, 50enne leccese, avrebbero, in qualità di periti incaricati dalla ditta Generali business solution, redatto la falsa perizia riguardante il sinistro (tre gli episodi contestati a Piccinno e uno a Leo).

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Gli indagati, assistiti dagli avvocati Fiorino Ruggio, Salvatore Leone ed Enrico Chirivì, hanno ora venti giorni per acquisire il materiale probatorio, depositare memorie o chiedere di essere sentiti. Poi la Procura valuterà se chiedere il rinvio a giudizio. Per le parti offese l’avvocato Silvio Caroli

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