Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Falso incarico per intrecciare una relazione, il Comune si costituisce

E' slittata a novembre l'udienza preliminare sulle presunte pressioni su una donna, un architetto della provincia di Brindisi, per intrecciare una relazione, ricevendo in cambio l’attribuzione, da parte del Comune di Squinzano, citato come responsabile civile

LECCE – E' slittata a novembre l'udienza preliminare sulle presunte pressioni su una donna, un architetto della provincia di Brindisi, per intrecciare una relazione, ricevendo in cambio l’attribuzione, da parte del Comune di Squinzano, l’incarico per la riqualificazione e l’arredo urbano del lungomare nord di Casalabate. Un piano che sarebbe svanito per il rifiuto della donna e vista l’inesistenza della determina dirigenziale.

Un’insolita e complessa vicenda in cui, la Procura di Lecce (dell’inchiesta è titolare il sostituto procuratore Paola Guglielmi) ha chiesto il rinvio a giudizio dell'ingegnere Michele Zaccaria, responsabile del settore Urbanistica e Lavori pubblici del Comune di Squinzano, e di Giovanni Rascazzo, pensionato 75enne con un passato politico nella Democrazia Cristiana. I due, entrambi di San Pietro Vernotico, sono accusati di tentata concussione e falso. Ieri, nel corso dell’udienza preliminare dinanzi al gup Antonia Martalò, il Comune di Squinzano si è costituito dopo essere stato citato come responsabile civile. La presunta vittima si è costituita parte civile con l’avvocato Massimo Zecca.

Zaccaria, secondo l'ipotesi accusatoria avrebbe promesso due incarichi alla professionista brindisina, comunicandole poi via mail “l’avvio del procedimento di revoca in autotutela della determina”, invitandola a rivolgersi direttamente a Rascazzo, che “più volte aveva manifestato anche a terzi la volontà di riprendere la relazione con la donna”, poiché era l’unico a poter risolvere la questione.

Dalla denuncia presentata dalla donna è nato un altro fascicolo con le ipotesi di reato di stalking e millantato credito nei confronti di Rascazzo poi assolto con formula piena, perchè il fatto non sussiste. 

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