Fiumi di cocaina dal Sud America fino al Salento, in cinque scelgono il rito abbreviato

E' stato fissato al prossimo 17 marzo il giudizio con rito abbreviato per cinque delle persone coinvolte nell’operazione coordinata dalla guardia di finanza di Brindisi su un presunto traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Per Francesco e Vittorio Pezzuto bisognerà notificare un nuovo avviso

LECCE – Tutto da rifare nell’udienza preliminare che vede come Francesco e Vittorio Pezzuto, rispettivamente padre e figlio di 71 e 48 anni di Squinzano, due degli arrestati nell’operazione coordinata dalla guardia di finanza di Brindisi su un presunto traffico internazionale di sostanze stupefacenti. I due, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbero creato una sorta di accordo con i fratelli Patrizio e Antonio Pellegrino, 44enne e 41enne di Squinzano, già destinatari di altre ordinanze di custodia cautelare (i due hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato). Il gup ha accolto l’eccezione nullità presentata dall’avvocato Paolo Spalluto, per omessa notifica dell’avviso di chiusura delle indagini al codifensore, l’avvocato Maurizio Pezzuto, e disposto la restituzione degli atti al pubblico ministero.

I quattro, secondo le accuse, avrebbero esteso la rete dei traffici illeciti alla Calabria, tramite Giuseppe Novello, 34enne, e Stefano Condina, 59enne, della provincia di Reggio, fino a intessere rapporti con il Sudamerica. Tra gli arrestati, infatti, c’è un colombiano, Marin Villa, 32enne. La droga ha raggiunto l’Italia nei modi più incredibili, stipata persino tra caffè o frutta, partendo direttamente da porti dell’America Latina e arrivando in Italia stipata nei container. I tre saranno giudicati con il rito abbreviato, fissato per il prossimo 17 marzo nell’aula bunker di Borgo San Nicola.

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Le accuse, a vario titolo, sono di associazione per delinquere transnazionale finalizzata alla commissione di più reati. In particolare acquisto, importazione, trasporto, detenzione, distribuzione, vendita e cessione di ingenti quantitativi di cocaina. Gli squinzanesi, nell’affaire sarebbero stati i finanziatori e i calabresi i procacciatori, sfruttando la conoscenza con il colombiano, ritenuto a sua volta referente di un’organizzazione criminale del Sud America. Il punto d’arrivo i porti, principalmente Gioia Tauro e Genova.

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