Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Furti a raffica in casa, provano a far sparire la chiave nel wc della caserma

Una coppia denunciata, i minori non sono imputabili perché sotto i 14 anni. La vittima, di Melendugno, ha subito ammanchi fin da novembre

MELENDUGNO – Prima hanno pescato i due minori, poi i due maggiorenni. I primi due non sono nemmeno imputabili. Quanto agli altri, la cosa è ben diversa. Il bello è che tutto è avvenuto In momenti distinti, ma il reato è sempre lo stesso: furto in casa di un anziano. E non in una singola occasione, ma per un numero svariato di volte. Tanto che la vittima, a oggi, lamenta un ammanco di almeno 16mila euro.  

La vicenda è davvero particolare e arriva da Melendugno. Qui, i carabinieri della stazione locale, fin da novembre, sono stati interessati da un uomo che si è accorto di varie sparizioni di di denaro in casa. Eppure, mai una sola effrazione, una finestra rotta, una porta scardinata. Già prima di presentare le denunce, con l’aiuto del figlio, la vittima aveva cercato di capire chi fossero gli autori usando qualche stratagemma. Nulla.

Dato che la storia andava avanti ormai da fin troppo tempo, ieri i carabinieri, messisi d’accordo con la vittima, si sono appostati sia in casa, sia nelle vicinanze. L’anziano è uscito sapendo di lasciare casa in buone mani. Ed è rientrato pienamente soddisfatto. In breve i militari erano riusciti a risolvere il rebus.

Intorno alle 18,30, infatti, i carabinieri nascosti nell’ombra e in abiti civili, hanno udito aprire la porta d’ingresso principale dell’abitazione con la chiave. Subito dopo hanno visto entrare un ragazzo. Richiusa la porta alle spalle, si è diretto spedito verso la stanza da letto.

Grazie alla torcia del suo cellulare, ha prelevato un calzascarpe di plastica dal comodino della vittima, per forzare un cassetto del comò. Qui erano custodite alcune banconote. Ma quando ha aperto il cassetto, ecco per lui la sorpresa: i carabinieri sono usciti dal nascondiglio, bloccandolo proprio mentre prelevava il denaro.

Un ragazzo di poco meno di 14 anni: questo è stato il soggetto che si sono trovati davanti, non senza una certa sorpresa. E all’esterno, la situazione non è apparsa diversa. A fare da “palo” c’era un coetaneo. I due ragazzi sono stati accompagnati in caserma, dove sono stati convocati i genitori. Sono stati riaffidati alle rispettive famiglie, su disposizione del pm di turno presso la Procura per i minorenni di Lecce. L’informativa di reato a carico dei due è stata regolarmente trasmessa, ma per pura formalità: per la legge non sono imputabili.

Il bello però doveva ancora venire. Al ragazzino fermato in casa, ovviamente, è stata tolta copia della chiave. I carabinieri si sono poi recati nella casa in cui vive con madre e compagno di quest’ultima, un 59enne salentino, per una perquisizione. Ovvio che fosse sospettato di essere entrato di soppiatto in quell’abitazione anche le volte precedenti.

Ricostruendo i fatti, non è certo sfuggita la coincidenza che la madre del ragazzino, una 43enne straniera, a partire dal novembre scorso e fino ai primi giorni di gennaio di quest’anno, avesse lavorato come badante proprio a casa della vittima. E durante la perquisizione, i militari hanno ritrovato 12mila e 150 euro in contanti, custoditi in luoghi diversi della casa e in un giubbotto. I due adulti non sono riusciti a giustificarne la provenienza, ma tanto non è stato sufficiente per considerare il denaro provento dei furti precedenti.

Quando, però, la donna e il suo compagno sono stati convocati per la compilazione degli atti e le formalità di rito in caserma, proprio qui hanno cercato di allontanarsi con una certa insistenza, con la scusa di dover andare in bagno. Il motivo sarebbe prestato stato chiarito. Dato che non erano mai stati lasciati soli dai militari fin dal momento della perquisizione, non c’era stato modo di sbarazzarsi di qualcosa di compromettente: un’altra copia delle chiavi di casa dell’anziano.

I militari avevano chiaramente già percepito che in tutta quella storia molto non quadrasse e la fortuna gli è venuta incontro quando, sul fondo del water, è stato visto un oggetto luccicante. Lo sciacquone non l’aveva trascinato via. E si trattava – appunto – della chiave.

Recuperata e sovrapposta a quella sequestrata dalle mani del figlio della donna, coincideva perfettamente. L’ulteriore riscontro proprio presso l’abitazione della vittima, ha confermato che quella chiave buttata nel water era un esatto duplicato di quella originale, uguale anche a quella tolta al minore. Il portone si apriva perfettamente. Sospettati degli altri furti, per loro è scattata la denuncia.

I 12mla e 150 euro in contanti ritrovati in casa e non giustificati, hanno assunto la nuova veste di probabile provento dei vari furti, e su disposizione questa volta del pm di turno presso la Procura di Lecce, sono stati interamente sequestrati. I due ora rispondono di furto aggravato continuato in concorso.

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