Ladri nei locali di polizia provinciale e Ufficio ambiente: via con due pc

Il colpo, al primo e secondo piano del palazzo di via Ulderico Botti, scoperto venerdì scorso. Trovate tracce ematiche: indaga la polizia

Gli uffici di via Botti a Lecce.

LECCE – Ladri nei locali della Provincia: fuggono con due portatili, dopo aver lasciato gli ambienti completamente a soqquadro. Il colpo risale alla notte fra giovedì e venerdì ed è stato scoperto nella mattinata del 5 giugno, quando i dipendenti degli uffici di via Ulderico Botti si sono recati al lavoro trovandosi davanti a delle scie di sangue sul pavimento. Tracce ematiche che sono state poi attribuite al tentativo di rottura di un vetro da parte dei malviventi. Questi hanno trovato un facile accesso dal retro dell’edificio, un ingresso in via Salomi.

Dopo aver scavalcato una inferriata alta circa due metri, sono riusciti a entrare senza neppure forzare l’infisso: una delle porte in alluminio era evidentemente aperta, o comunque non richiusa a chiave. Saliti al primo piano, negli uffici che ospitano il Settore edilizia, hanno rovesciato tutti i cassetti, aperto armadietti e abbandonato i faldoni sul pavimento. Non hanno preso nulla ma si sono diretti al secondo piano, quello dove hanno sede i locali della polizia provinciale. La scena è stata identica.

Gli ambienti sono stati messi a soqquadro e un computer portatile inoltre portato via. Non è tutto. Un secondo dispositivo è stato arraffato dalla stanza numero 5, quella che ospita l’Ufficio ambiente, per un totale di due computer del valore di alcune centinaia di euro. A preoccupare, in realtà, l'eventuale contenuto di quei pc: all’interno documenti e dati che ora si stanno cercando di individuare. Le indagini sono state affidate agli agenti della questura leccese. Una volta scoperto il colpo, infatti, sono giunti i poliziotti della sezione volanti, assieme ai colleghi della scientifica. Purtroppo, però, il sistema di videosorveglianza e lo stesso allarme di cui l’edificio è dotato, sarebbero  fuori uso da almeno un paio di anni. L’attività investigativa proseguirà attraverso la visione dei filmati recuperati da altri “occhi elettronici” installati in zona e tramite l’ascolto dei dipendenti degli uffici della Provincia. Ma, soprattutto, elementi determinanti potrebbero trovarsi in quelle tracce ematiche analizzate e recuperate dalla scientifica, ora finite nei laboratori della Polizia di Stato.

I portavoce dell’ente intanto hanno inviato una nota agli organi di stampa, nella quale si specifica che alcun dato sensibile sarebbe contenuto nei file dei computer rubati. “Nella notte fra giovedì e venerdì scorso vi è stato un tentativo di furto presso il Palazzo degli uffici della Provincia di Lecce sito in via Botti.  Relativamente alla refurtiva, si evidenzia che né faldoni né dati sensibili sono stati prelevati dagli uffici. Si aggiunge altresì che i computer oggetto del furto altro non sono che macchine dismesse in attesa di smaltimento e depositate fuori dagli uffici.  Nessun dato, dunque, era contenuto nelle memorie degli stessi. Quanto alle tracce di sangue citate negli articoli apparsi nella mattinata odierna, si sottolinea che altro non sono che macchie dovute al tentativo di rottura di un vetro non andato a buon fine. Il comandante Antonio Arnò, a seguito dell'inventario effettuato presso gli uffici di propria competenza, precisa che nessun faldone è stato aperto, che l'archivio storico non risulta danneggiato in alcun modo e che nessuna pratica corrente è stata illecitamente sottratta.  Alla luce delle informazioni diramate con la presente nota, si conferma dunque la piena operatività degli uffici”.

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