Giovedì, 17 Giugno 2021
Cronaca

Ladri nel Comune, ma il mazzo di chiavi rubato non apre la cassaforte

Fallito il colpo a Gagliano del Capo. L'intrusione scoperta da un addetto, che ha dato l'allarme. Sul posto sono intervenuti i carabinieri per avviare le indagini. Nello stabile, però, non vi è copertura di videocamere

GAGLIANO DEL CAPO – Non è un periodo fortunato per i ladri specializzati in casseforti. Dopo il magro bottino racimolato nei giorni scorsi da qualche topo d’appartamento in un’abitazione di Patù, ieri pomeriggio è andato addirittura completamente a vuoto un altro tentativo. Il perché, è presto detto: il furfante di turno aveva un mazzo di chiavi. Peccato che non fosse quello giusto. E che non avesse altri sistemi, come la classica flessibile, per proseguire il lavoro con metodi “tradizionali”. 

La vicenda, in realtà, questa volta appare molto più interessante, perché l’obiettivo non era una cassaforte qualunque, ma quella in cui è custodito il denaro in contanti del Comune di Gagliano del Capo. All’interno c’era una cifra discreta (anche se non è chiaro quanto realmente) e qualcuno ha cercato di arraffarlo. Per farlo, nel pomeriggio, quando gli uffici chiusi, dopo aver aperto in qualche modo un ingresso posteriore del Municipio di corso Umberto I, il ladro (o i ladri) ha sottratto un mazzo di chiavi.  Si trovava in uno dei vari uffici.

Una di queste chiavi, in particolare, aveva la forma tipica, allungata e piatta, di quelle adottate proprio per i forzieri. Il malvivente ha quindi provato a infilarla nella fessura, ma senza successo. Immaginarsi la reazione. Certo è che a quel punto, ha abbandonato il mazzo ed è fuggito. Restare troppo tempo a cercare l'eventuale chiave giusta fra uffici e cassetti, avrebbe comportato il serio rischio di essere scoperti. 

E, in effetti, non c'è mancato poco. Un addetto comunale, passando in zona, si è accorto che un uscio era semiaperto e ha dato l’allarme. Sul posto sono così intervenuti i carabinieri dipendenti dalla compagnia di Tricase per un sopralluogo. I militari hanno ricostruito in breve la possibile dinamica, senza però avvalersi di videocamere: nel palazzo non ve ne sono. Stanno così cercando di scoprire eventuali passaggi sospetti di persone in zona, sia con l’uso di altre videocamere, sia con eventuali testimonianze di cittadini. 

Certo, si è ben lontani dalle bande che circolavano fino a qualche tempo addietro, spesso provenienti da fuori provincia, e che andavano a caccia, negli uffici comunali, di armi della polizia locale o di carte d'identità bianco. Tuttavia, il fenomeno dei furti nei Comuni è sempre da tenere in dovuta considerazione per tutte le implicazioni connesse.

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