Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Guardie giurate con refurtiva nell’auto di servizio. Denunciati dall’Arma

Vigilavano su esercizi, banche, case, depositi e altre strutture per prevenire furti e. Invece, sfruttando uniforme, auto di servizio e, in alcuni casi, le chiavi, erano proprio loro a sottrarre i beni affidati. Il consueto saluto con i carabinieri di pattuglia mette allo scoperto una scomoda verità

SANTA CESAREA TERME – Dev’essere stato il nervosismo a tradire i due vigilantes che ieri mattina sono finiti nei guai a seguito di un casuale incontro con gli uomini dell’Arma che effettuavano il consueto giro di pattuglia. È stato così che i carabinieri della Stazione di Poggiardo hanno scoperto che nell’auto delle guardie giurate, una di loro in abiti civili, c’erano diversi televisori e la relativa cavetteria.

In realtà l’episodio sarebbe passato inosservato se l’uomo alla guida del mezzo di un istituto di vigilanza non avesse palesato il proprio imbarazzo all’invito dei carabinieri di fermarsi per un saluto e qualche chiacchiera sulle ultime novità. Una consuetudine che dimostra la collaborazione e il buon rapporto tra le diverse forze dell’ordine e gli operatori della vigilanza privata, i quali, in buona sostanza dovrebbero perseguire il medesimo fine: la sicurezza dei cittadini.

Dovrebbero. Il condizionale non è d’obbligo, ma ce lo mettiamo perché nel caso in questione i militari della stazione di Poggiardo hanno pur chiesto ai due una spiegazione per la presenza di quell’insolito carico sui sedili posteriori di un’auto in servizio e la risposta li ha messi sull’avviso.

Il primo particolare a insospettire i militari è stato la presenza di una seconda guardia giurata, non in servizio, a bordo dell’autovettura. Ma è stato l’atteggiamento evasivo del conducente che ha fornito ai carabinieri di Poggiardo l’elemento utile ad approfondire quell’incontro nato per caso. Infatti, sui sedili posteriori dell’auto con i colori dell’istituto c’erano ben sette tv color lcd di varie marche, cavetteria di connessione e anche una cassaforte da camera con display digitale. A quel punto non è bastato il maldestro tentativo di portare i “colleghi” su una falsa pista. I vigilantes sostenevano di aver rinvenuto tali oggetti tecnologici per la strada e che stavano per portarla presso il comando dell’agenzia per cercare di risalire alla provenienza.

Con la collaborazione della Stazione di Minervino di Lecce, i carabinieri di pattuglia però risalgono a un furto avvenuto proprio la notte precedente presso il resort Le Capase di Santa Cesarea. Così per le due guardie, G.R. 37enne e C.G. 49enne, la situazione si complica. Entrambi lavorano presso l'istituto "La Folgore" di Tricase (che ovviamente non ha responsabilità nella vicenda). 

Più tardi i carabinieri troveranno nell’abitazione di G.R. altri tre tv color lcd e venticinque canne da pesca, di provenienza dubbia, che saranno sequestrati quali possibile provento di altri reati commessi nella zona.

Per le guardie giurate è scattata la denuncia a piede libero alla Procura della Repubblica di Lecce con l’ipotesi di furto aggravato continuato in concorso.

Intanto i due sono anche stati segnalati all’autorità giudiziaria anche per un riesame dei requisiti che gli consentono di operare come guardie di sicurezza e vigilanza e di avere il porto d’armi.

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