Il sindaco: "Polo umanistico, nulla da rimproverarci"

Adriana Poli Bortone spiega in una nota l'iter politico-istituzionale seguito dal Comune alla luce della pronuncia del giudice amministrativo che stabilisce Giurisprudenza a Monteroni

Adriana Poli Bortone
Il sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone chiarisce con una nota il percorso politico-istituzionale seguito dal Comune per la creazione del Polo umanistico. Un iter dettato dalla recente pronuncia del giudice amministrativo.

"Sarà bene chiarire una volta per tutte il ruolo avuto dall'amministrazione comunale di Lecce nella vicenda del cosiddetto Polo Umanistico. L'Università di Lecce, autonomamente, ha ritenuto di collocare nel territorio del Comune di Lecce un insieme di Facoltà, evidentemente in luogo distante da Ecotekne (storicamente va ricordato che la Facoltà di Lettere rifiutò il trasferimento nella ‘Stecca', attuale sede della Facoltà di Ingegneria).

Nell'ambito dei rapporti interistituzionali l'Università chiese di costituire una Commissione paritetica per individuare siti ‘urbanisticamente compatibili' con tale sua scelta strategica. La Commissione terminò i lavori individuando due siti principali e uno subordinato. L'Università al suo interno ha attivato una procedura con tutte le Facoltà interessate al Polo Umanistico, estendendola anche alla Facoltà di Giurisprudenza, che ha portato all'individuazione del sito oggetto del ricorso. Tale procedura si è conclusa con formali deliberati del Senato accademico e del C.d.A. dell'Università. Successivamente l'Università ha attivato la procedura prevista per ottenere la variante urbanistica.

In sede di Conferenza di servizi né la Provincia di Lecce né la Regione Puglia (che sono enti sovracomunali) hanno eccepito alcunché rispetto al non coinvolgimento del Comune di Monteroni, né in quella sede formale poteva eccepirlo il Comune di Lecce. Non appena Monteroni ha iniziato a manifestare il suo profondo disagio per la conclusione della Conferenza di servizi, il Comune di Lecce (come scritto peraltro nello stesso ricorso al Tar del Comune di Monteroni) ha chiesto il coinvolgimento dell'ente comunale di Monteroni, auspicando che la Facoltà di Giurisprudenza ‘dovesse permanere nel sito di attuale collocazione'.

Successivamente il Comune stesso è stato promotore di un primo incontro tra i quattro enti, in occasione del quale si stabilì di attivare un ulteriore incontro tra gli stessi, con la presenza dei Comuni di Monteroni e Arnesano (per la precisione chiesi che partecipasse anche il Comune di Cavallino che a pieno titolo fa parte dell'area vasta del sistema universitario leccese). In una riunione svoltasi presso la sede del Rettorato il presidente Pellegrino, facendo propria la nostra precedente proposta, chiese esplicitamente la permanenza della Facoltà di Giurisprudenza in agro di Monteroni. Su tale proposta tutti i partecipanti concordarono ed in contemporanea si decise su una sospensione dell'attività posta in essere.

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Successivamente sono sorte delle incomprensioni su quanto stabilito fra Università, Provincia e Comune di Monteroni, per cui si è riattivata la procedura innanzi al Tar che ha portato alla conclusione di ieri. Come amministrazione comunale non abbiamo nulla da rimproverarci avendo compiuto solo atti che rientrano nello spirito di collaborazione con l'Università, che autonomamente e liberamente ha compiuto le sue scelte. Riconfermiamo la volontà di collaborare con i Comuni limitrofi e tutti gli enti coinvolti in una programmazione territoriale di area vasta ed auspichiamo anche noi soluzioni politiche e non giudiziarie della vicenda".

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