Cronaca Ugento

A processo per spaccio, ma per il giudice l’uso della sostanza è solo terapeutico

Assolto “perché il fatto non costituisce reato” un 35enne di Ugento finito nei guai il 23 febbraio del 2022, dopo che i carabinieri trovarono nella sua abitazione oltre 100 grammi di marijuana e altrettanti di hashish

UGENTO - Era finito al banco degli imputati per detenzione ai fini di spaccio di droga, ma il processo per lui, un 35enne di Torre San Giovanni, a Ugento, si è chiuso ieri con un’assoluzione “perché il fatto non costituisce reato”.
A emettere la sentenza è stato il giudice Fabrizio Malagnino, in accordo alla tesi difensiva dell’uso esclusivamente terapeutico delle sostanze stupefacenti, sostenuta dall’avvocato Marco Macagnino.

Tesi questa confortata dalla documentazione, prodotta dal legale durante il dibattimento, che era stata rilasciata all'uomo, negli ultimi anni, dalla Asl di Lecce, a causa delle sue particolari condizioni di salute, dovute a un brutto incidente, .
Si è chiusa così la vicenda giudiziaria iniziata il 23 febbraio del 2022, quando i carabinieri della compagnia di Casarano trovarono in casa del 35enne, 103,317 grammi di marijuana e 105,398 grammi di hashish.
Nelle motivazioni depositate contestualmente alla lettura del dispositivo, si osserva che, durante la perquisizione dei militari non furono raccolti indizi su un’eventuale attività illecita da parte dell’imputato, come sostanze da taglio, bilancino di precisione e materiale per il confezionamento delle dosi. Non solo. Il giudice precisa pure che la presenza dello stupefacente in barattoli separati non deve essere confusa con il confezionamento seriale in piccoli involucri, indicatore dello spaccio al minuto, e sembra piuttosto essere finalizzata a una più corretta conservazione delle proprietà della sostanza.

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