In casa 176 chili di botti, Mega si difende: “Non sono pericolosi”

E’ tornato un uomo libero l’ex amministratore della società travolta un anno fa dall’inchiesta Tornado. Per il giudice che lo ha ascoltato questa mattina non sussistono esigenze cautelari

SCORRANO - E’ tornato un uomo libero Donato Mega, il 37enne di Scorrano finito ai domiciliari due giorni fa, quando i carabinieri hanno fatto irruzione nella sua abitazione trovando 176 chili di artifici pirotecnici, 18 dei quali non classificati.

A restituirgli la libertà è stato il giudice Michele Toriello, dopo l’interrogatorio che si è tenuto in mattinata alla presenza degli avvocati difensori Giuseppe e Gabriele Presicce.

L’indagato ha spiegato che i fuochi rinvenuti dai militari in scatole di cartone non erano altro che la rimanenza di quelli ritirati dall’azienda “Francesco Mega srl”, di cui era amministratore, nel giugno 2019, nell’ambito dell’inchiesta “Tornado”, in cui il 37enne risponde di concorso esterno in associazione mafiosa perché avrebbe fornito materiale esplodente al clan Amato.

All’indomani del blitz, la società fu infatti colpita da un’interdittiva antimafia e dalla revoca della licenza di deposito e vendita di prodotti di IV e V categoria.

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Stando alla versione di Mega, inoltre, i botti custoditi in casa non avevano capacità esplosiva o detonante, ma avrebbero prodotto soltanto scie luminose.

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