In casa, 176 chili di materiale esplodente: nuovi guai per Donato Mega

E’ finito ai domiciliari l’ex amministratore della società Francesco Mega srl, già coinvolto nell'operazione "Tornado" di un anno fa, dopo la nuova scoperta dei carabinieri

SCORRANO - Nuovi guai per Donato Mega, il 37enne di Scorrano arrestato il 24 giugno di un anno fa nell’ambito dell’operazione Tornado con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa perché avrebbe fornito materiale esplodente al clan Amato. Di questo risponderà nel processo che si aprirà col rito abbreviato il 21 ottobre dinanzi al giudice Edoardo D’Ambrosio, in cui sarà difeso dagli avvocati Giuseppe e Gabriele Presicce.

Ma da ieri, in testa all’uomo, all’epoca amministratore della società Francesco Mega srl - alla quale all’indomani del blitz, colpita da un’interdittiva antimafia e dalla revoca della licenza di deposito e vendita di prodotti di IV e V categoria - è piombata una nuova accusa: di aver custodito nella sua abitazione 176 chili di esplodente per utilizzo professionale pirotecnico, 18 dei quali non classificati.

E’ quanto hanno sequestrato i carabinieri della stazione locale che, dopo aver notato movimenti sospetti, hanno perquisito casa dell’uomo, che ora si trova ai domiciliari in attesa dell’interrogatorio di convalida.

Quanto al materiale custodito in scatole di cartone, in condizioni affatto sicure, è stato trasferito in un deposito autorizzato, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Ma le indagini non terminano qui. Gli uomini dell’Arma stanno cercando di risalire agli acquirenti e agli importatori del materiale.

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