Tenta di incendiare il materasso in carcere, tre agenti restano intossicati

E' successo ieri mattina a Borgo San Nicola. I poliziotti penitenziari sono intervenuti nell'infermeria con gli estintori

LECCE – Prova ad appiccare le fiamme al letto e dal materasso ignifugo si sprigionano fumi che intossicano due agenti di polizia penitenziaria. E’ successo ieri mattina, attorno alle 11,30, nella casa circondariale di Lecce. Un detenuto di 30 anni, italiano, con problemi di tossicodipendenza e psichiatrici, si trovava in quel momento nell’infermeria del carcere. Gli agenti sono subito intervenuti con gli estintori per scongiurare problemi peggiori.

La notizia è stata diffusa da Ruggiero Damato, vicesegretario di Puglia dell’Osapp, una sigla sindacale della polizia penitenziaria. Damato rende noto anche che, nell'intervento per spegnere il rogo e mettere in sicurezza l'intera sezione, evacuando i detenuti, sono rimasti intossicati un sottufficiale e due assistenti capo coordinatore. Gli agenti hanno dovuto fare ricorso alle cure dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce dove hanno avuto dai cinque ai sette giorni di prognosi per via dell’intossicazione.

Nel fare un plauso ai colleghi coinvolti e a tutto il reparto di polizia penitenziaria, compreso il Nipt (Nucleo interprovinciale traduzioni e piantonamenti per abnegazione e sacrificio, visto che i turni sono in questo periodo particolarmente usuranti, ancora una volta pone l'accento sulla necessità di rivedere l'intera organizzazione. “Soprattutto nella gestione dei malati psichiatrici e di tossicodipendenza – spiega Ruggiero - per i quali l'attuale sistema è inadeguato e pericoloso”.

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Un problema sia per i detenuti, sia per i poliziotti penitenziari. Per questo, si appella ancora una volta al ministro Alfonso Buonafede e al capo del Dap, Francesco, Basentini rinnovando la richiesta di un urgente incontro con una delegazione regionale del sindacato Osapp.  

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