Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Inferno di fuoco nel locale alla moda sulla litoranea

Ignoti hanno dato alle fiamme il Puntarenas, noto locale estivo situto sulla San Cataldio-San Foca. Buona parte degli ambienti completamente divorati dal fuoco. L'incendo domato a tarda notte

L'ingordigia delle fiamme. Hanno masticato e ingoiato il legno vivo, fino a vomitarne un cumulo di brace, con l'avidità di un ragazzo che si passa una gomma da masticare fra i denti per poi sputare una poltiglia biancastra e appiccicosa. La meta di tante estati è saltata per aria prima che la stagione iniziasse anche solo a sorridere ai suoi visitatori. Il "Puntarenas" è andato a fuoco. E' stato divorato dal fuoco. Distrutto da mani incendiarie che non hanno avuto alcuno scrupolo. E neanche tanta fretta. Il colpo se lo sono studiato a tavolino. Passando dalla teoria alla pratica. Il primo allarme è scattato intorno alle 23. Quando il vigilante dell'Alma Roma ha raggiunto il posto, sulla litoranea che congiunge la marina leccese di San Cataldo a Torre dell'Orso (e siamo già in zona di Melendugno), non c'era alcuna traccia evidente del passaggio di estranei. Ma erano già in zona, e questo sembra evidente. L'auto nascosta in qualche via di campagna (o magari posteggiata sulla provinciale per Vernole), stavano facendo qualche esperimento. Quanto ci metterà la vigilanza ad arrivare? Cinque minuti? Otto minuti? Dieci minuti?

Poi, un buco di tre ore. Forse si sono allontanati, per poi riprendere il filo del discorso in n orario meno trafficato. Intorno all'una il secondo allarme. E questa volta, il fatto era compiuto. Il locale estivo, in via di ristrutturazione per l'estate in arrivo, avvolto da spire di fuoco. Immediata, a quel punto, la segnalazione ai vigili del fuoco. Fatta anche da un automobilista di passaggio. Sirene spiegate nella notte, solcando le provinciali, dal comando di Lecce è arrivata la squadra con gli idranti. Serpentoni neri fra le tenebre, lungo una costa scura come la pece. A rischiarare la notte, solo quel fuoco spinto da folate di vento. Alle spalle, l'eterno moto del mare, in uno dei tratti forse non proprio più suggestivi, di certo fra i più frequentati. Le sirene raddoppiano quando arrivano anche i carabinieri da Melendugno e le pattuglie della sezione volanti della polizia dal capoluogo. I proprietari del locale, fratelli di Vernole, osservano silenziosi e accigliati le operazioni. Ci vuole un bel po', prima di avere ragione del fuoco.

Quando non restano che colonne di fumo a disperdersi nel vento, scatta il momento delle verifiche. E delle scoperte. Due bottiglie di plastica, con residui di benzina, vengono reperite. Ma dovrebbero essere di più, quelle utilizzate. Non si sono squagliate al calore quelle gettate in luoghi poco strategici. Una bottiglia è ancora sana, con accanto un mozzicone di sigaretta (la miccia?) in uno stanzino sul lato sinistro. Intorno, vernice ignifuga, che ha ostacolato le fiammate, smorzando il rogo. Ma gli autori del gesto avevano altre opzioni. Passando dal retro, a pochi metri dalla linea del mare, hanno forse avuto accesso all'interno, o forse, più semplicemente, hanno lanciato le bottiglie incendiarie sulla pista ed in altri punti senza scavalcare la cinta esterna. Provocando un inferno di fuoco, che in breve ha fatto "giustizia" di tutto ciò che gli è capitato a tiro. I danni sono in via di quantificazione: dovrebbero essere di decine di migliaia di euro. La struttura era in fase di montaggio, in vista dell'estate. La cucina non era completa. Degli attentatori, al momento, nessuna traccia. Che ci sia dietro la mano del racket o qualcos'altro? Una domanda alla quale solo gli inquirenti potranno dare una risposta, anche valutando precedenti episodi.

Il 20 novembre del 2007 un violento incendio distrusse un deposito nel cuore di Acquarica di Lecce (frazione di Vernole) di proprietà degli stessi gestori del "Puntarenas. All'interno erano stipati ombrelloni ed altre attrezzature balneari. Anche quello un rogo di natura dolosa. L'incendio fu talmente violento da mettere a rischio gli stessi vigili del fuoco del comando provinciale di Lecce intervenuti sul posto. Il caposquadra rimase ferito ad una caviglia durante le prime di fasi di intervento (prognosi di 15 giorni). Fra stabile, che venne dichiarato inagibile, e attrezzature, i danni superarono i 150mila euro.

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