Cronaca

Inquinamento acustico: "Limitare le autorizzazioni"

Pronte le prime rilevazioni fonometriche su Gallipoli. Dal Comune spiegano: "Al momento saturazione acustica su tutto il territorio che non sarebbe in grado di accogliere nuove attività produttive"

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GALLIPOLI - Se n'è parlato per tutta l'estate e ora arrivano i primi dati. Sono quelli sull'inquinamento acustico a Gallipoli, dovuto principalmente alla "movida". Un problema annoso, che potrebbe avere conseguenze, come rendono noto dal Comune, rivedendo anche le autorizzazioni. "Dalle prime rilevazioni fonometriche, consegnate nei giorni scorsi al Comune di Gallipoli - spiega una nota -, si evince una saturazione acustica su tutto il territorio che, a meno di immediati provvedimenti, non sarebbe in grado di accogliere nuove attività produttive senza esserne ulteriormente danneggiato".

Le operazioni sono state condotte dall'ingegner Pietro Traldi, in collaborazione con l'area alle Politiche del territorio del Comune. I primi dati riguardano l'orario notturno, "stabilito convenzionalmente per legge tra le ore 22 e le 6 del mattino, al fine di poter analizzare realmente i dati di inquinamento e valutare la definizione di un nuovo Piano di zonizzazione acustica.

"Per tutta la durata del campionamento - illustra una nota -, è stata registrata un'elevata presenza di inquinamento da traffico veicolare e, nel periodo di riferimento, sono emersi livelli equivalenti assoluti sempre superiori a 50 dB(A), con picchi - in alcune aree - pari a 65 - 68 dB(A), intensità massima analoga ad una classificazione acustica notturna propria di aree di intensa attività umana o, meglio, di zone parzialmente industriali".

Occorre ovviamente spiegare qualche sigla, a questo punto. Per dB(A) si intende decibel scala A, che tiene conto automaticamente della minore sensibilità dell'orecchio umano alle basse frequenze. E' il sistema di misurazione maggiormente impiegato. "Durante questo primo monitoraggio - prosegue la nota -, è stato annotato, inoltre, un livello di rumore di fondo (zona peep esclusa) pari a 50 dB(A), a fronte dei 30 - 35dB(A) ritenuti accettabili".


Da qui, l'idea di mettere in atto "alcuni interventi per bonificare le aree maggiormente antropizzate sia dal punto di vista strutturale (nuovo piano traffico, asfalto fonoassorbente, zone verdi per limitare le ripercussioni del rumore in città), sia dal punto di vista amministrativo con limitazioni nella concessione di autorizzazioni commerciali, applicazione tassativa dei requisiti acustici passivi per gli edifici e definizione di strategie per l'indirizzamento di particolari tipologie di attività verso aree acusticamente più predisposte". Lo studio è ancora in fieri, ma già si può ipotizzare che presto arriveranno misure per limitare il fenomeno.

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