Ladri inseguiti. Sedili blindati, arnesi da scasso e una pista verso Bari

Ieri avrebbero fatto un colpo magro. Ma la banda specializzata aveva con sé l'armamentario da "professionisti" del crimine

GALATINA – Non si stavano preparando a un grande colpo. Non ieri sera, almeno. Lo indicano chiaramente l’orario (le 19,30) e il luogo. Avevano preso di mira una comune abitazione nei pressi di via Soleto, dove il proprietario, che ha sporto denuncia nelle ore successive, non custodiva nulla di prezioso. Avrebbero rastrellato qualche centinaio di euro appena e magari monili di poco conto, se gli fosse riuscita l’opera.

Eppure di colpi in grande stile, la banda che ha incrociato ieri sera gli agenti di polizia del commissariato di Galatina, probabilmente li realizza, eccome. Lo suggerisce tutto il materiale ritrovato in auto, un’Audi A4. Hanno dovuto inevitabilmente abbandonarla quando sono stati “pizzicati” con le mani nel sacco. Erano in tre, ma sono riusciti a fuggire per il rotto della cuffia a piedi dopo un inseguimento mozzafiato terminato con uno schianto su un palo. Alle spalle, i colpi di pistola dei poliziotti esplosi per aria.

Forse erano seguiti da complici in qualche altro veicolo che li hanno raccolti. Perché si sono letteralmente volatilizzati, sebbene nel giro di pochi minuti tutta la zona sia stata presidiata da pattuglie, con rinforzi provenienti anche dai commissariati di Otranto e di Nardò, con agenti della squadra mobile.

Quell’auto, però, ha dischiuso un microcosmo che avrà fatto sobbalzare anche gli esperti della scientifica, arrivati per i rilievi. All’interno dell’autovettura posto sotto sequestro, infatti, come già anticipato ieri stesso, sono stati trovati ben cinque scanner per sintonizzarsi sulle frequenze delle forze dell’ordine, e molto altro. C’erano, infatti, due cappellini, uno scaldacollo, ma soprattutto due bombole di ossigeno con tubo cannello collegato, un’altra di gas propano, un flessibile, due piedi di porco e altri attrezzi per lo scasso.

L’aspetto rilevante, però, sono state le due targhe sovrapposte, cui era stata applicata una lastra di acciaio alle spalle dei sedili posteriori (a protezione da eventuali colpi di arma da fuoco). Una è risultata rubata da un altro veicolo e applicata. L’altra, al di sotto, tecnicamente “pulita”. E le indicazioni rimandano nella zona di Bari, a quanto pare, sebbene verso una persona che sembrerebbe inesistente.

Il perché, è presto detto: pare che l’auto abbia avuto nel tempo diversi passaggi di proprietà. Aver localizzato una zona, però, è importante. E’ in quella direzione, infatti, che in queste ore si stanno indirizzando le indagini. D’altro canto, le cronache passate insegnano che provengono dal nord della Puglia diverse bande specializzate in furti in appartamenti, siano esse composte da italiani o stranieri.

DSC_1382-2Ma se l’abitazione non era di persone particolarmente facoltose, perché tutto quel materiale, in particolare le bombole? Semplice: è possibile che i soggetti in questione le usino quando si trovino davanti a casseforti. Questo significa che spesso non puntano a un obiettivo preciso, o che comunque non abbiano sempre un’idea degli ostacoli in cui potrebbero imbattersi. Non solo. E’ possibile che questa banda sia artefice anche di furti di spessore più elevato, come quelli che si stanno verificando sempre più di frequente ai danni di sportelli bancomat. Questa è solo un’ipotesi, ma potrebbe spiegare anche buona parte del materiale ritrovato, tipico dei “professionisti” del crimine, con un ampio ventaglio di obiettivi.  

Le indagini potrebbero essere lunghe, ma l’errore di ieri potrebbe essere, per loro, l’inizio della fine. Ieri, i poliziotti di una volante, dopo la segnalazione di movimenti sospetti, hanno colto l’Audi sul fatto. A bordo i tre che prima hanno rallentato, e poi invertito il senso di marcia, con una manovra repentina. Da lì anche la collisione con la volante. Dopo, tentando la fuga, sono andati a schiantarsi contro un palo dell’illuminazione pubblica.

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I malviventi, scesi dal veicolo, sono stati così costretti a fuggire a piedi, nonostante l’alt degli agenti e i colpi esplosi in aria a scopo intimidatorio.

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