Cronaca

Lanterne rosse: dalla Cina per prostituirsi

Due prostitute di nazionalità cinese attiravano i clienti scrivendo annunci camuffati sui giornali. Prima di essere ricevuti gli avventori contattavano telefonicamente le ragazze

Dalla Cina con amore. Ma con quell'amore che frutta soldi e che non è punito dalla legge italiana. Due prostitute cinesi si dedicavano al mestiere più antico del mondo in via Scarambone, a Lecce. Sono state scoperte dagli agenti della Squadra mobile, guidata dalla dirigente Emma Ivagnes, in seguito alle investigazioni della Squadra criminalità straniera.

Le due donne erano in Italia grazie a regolare permesso di soggiorno rilasciato dalla Questura di Napoli e da quella di Torino. Ufficialmente erano nel Belpaese per motivi di lavoro. Ben retribuito, se si considera che i clienti pagavano dai 40 ai 60 euro a prestazione. Gli investigatori sono risaliti alle due donne dagli annunci su quotidiani locali. I clienti seguivano l'immaginabile iter: leggevano l'ammaliante offerta sul giornale, contattavano telefonicamente le ragazze, ma prima di essere ricevuti dovevano annunciare il proprio arrivo per telefono. I clienti in cerca di un amore esotico appartengono alle fasce anagrafiche più disparate, da chi non si arrende all'incalzare degli anni e cerca il conforto di giovani corpi a giovani corpi che non sanno sfruttare altrimenti l'aitante freschezza degli anni.

L'alcova è risultata intestata a un'altra donna giunta dal Paese degli occhi a mandorla. Non è ancora stato accertato se fosse a conoscenza dell'esercizio delle connazionali. Le due prostitute non hanno inteso collaborare con gli investigatori. Lasceranno un vuoto negli affezionati clienti: sono state infatti state omaggiate del foglio di via obbligatorio.

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