Cronaca

Lavori per la circonvallazione di Nardò. Il Tar accoglie ricorso e frena la Igeco

I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso presentato dalle ditte Centonze Strade e Dielle seconde classificate nella gara per l’assegnazione dei lavori per il terzo lotto della circonvallazione di Nardò assegnato a gennaio dalla Provincia. Quinto: “Valutazione sbagliata”

NARDO’ – Brusca frenata per il completamento dei lavori del terzo lotto della circonvallazione di Nardò che, dopo il bando di gara dell’estate scorsa, erano stati assegnati dalla Provincia di Lecce alla società Igeco costruzioni nel gennaio di quest’anno.

Ora con una sentenza della seconda sezione del Tar di Lecce, pubblicata questa mattina, è stato di fatto disposto il ribaltamento dell’esito di quella procedura di gara in favore delle due ditte concorrenti che avevo contestato l’assegnazione alla Igeco. Il Tribunale amministrativo ha infatti accolto il ricorso proposto da due imprese leccesi, la Centonze Strade e la Dielle, e quindi le tesi supportate dai legali Pietro e Luigi Quinto che avevano per l’appunto contestato l’aggiudicazione dei lavori di completamento della circonvallazione di Nardò disposta dalla Provincia di Lecce per un importo superiore ai 3 milioni e 400 mila euro.

L’aggiudicazione in favore della società Igeco risale, come detto, al gennaio scorso ed era stata disposta nonostante le due ditte leccesi, classificatesi al secondo posto, avessero segnalato alcune irregolarità nello svolgimento della procedura, attraverso lo strumento del preavviso di ricorso, previsto dal Codice dei contratti proprio con finalità deflattive del contenzioso. “Sul preavviso di ricorso era stato acquisito il parere dell’avvocatura provinciale” spiega l’avvocato Pietro Quinto, “che aveva quindi condiviso i rilievi formulati dalle ditte, con riferimento all’errata attribuzione del punteggio alla società prima classificata per il criterio relativo alla valorizzazione delle proposte che avessero comportato un risparmio energetico per l’ente. In particolare” secondo il legale delle due ditte, “risultavano erroneamente attribuiti alla Igeco, cinque punti per detto criterio pur a fronte di un’offerta che non prevedeva alcun risparmio energetico, come accertato dalla stessa Commissione di gara”.

Nonostante ciò il dirigente provinciale aveva però deciso di confermare l’aggiudicazione in favore della Igeco, ma secondo l’avvocato Quinto, di fatto “disattendendo anche il parere dell’avvocatura interna”. Da qui la necessità di dare corpo al ricorso al Tar da parte delle ditte che si sono viste superate nella gara, ed altresì alla segnalazione della vicenda all’attenzione della presidenza dell’Anac. Nel merito del ricorso e del giudizio, definito dal giudice amministrativo in soli tre mesi in applicazione delle nuove disposizioni acceleratorie in materia di opere pubbliche, gli avvocati delle due ditte ricorrenti hanno contestato “la contraddittorietà del comportamento dell’ente provinciale e la erronea formazione della graduatoria”, rivendicando per le due ditte leccesi l’aggiudicazione dell’appalto.

A sua volta, la società Igeco, costituita in giudizio, ha contestato invece l’ammissione alla gara dei ricorrenti, sotto molteplici profili. Ma la decisione odierna dei giudici del Tar ha di fatto accolto integralmente le tesi dei difensori delle ditte Centonze e Dielle, respingendo i rilievi della Igeco ed affermando che la clausola del bando “va inequivocabilmente interpretata nel senso di escludere che possa considerarsi migliorativa una proposta che non comporti alcun risparmio energetico”. In tal modo spiega l’avvocato Quinto è stato “così riconosciuto il diritto delle ricorrenti a vedersi aggiudicare l’appalto in quanto titolari dell’offerta migliore”. Il Tar ha altresì condannato in solido la Provincia di Lecce e la società Igeco alla rifusione delle spese del giudizio in favore delle società Centonze e Dielle.

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