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Lavori edilizi a Palazzo Elia, scendono a tre gli indagati. Ma c’è una nuova accusa

Archiviata una sola posizione nel procedimento su presunti abusi avvenuti a Trepuzzi. Per il gip l’inchiesta deve procedere anche per il reato di violazioni al codice dei beni culturali e del paesaggio

TREPUZZI - E’ stata archiviata una sola posizione nel procedimento con quattro indagati accusati della realizzazione di opere abusive nel Palazzo Elia, a Trepuzzi, ed è quella di Maria Giangrande, 73 anni. Sono, invece, aumentati i reati contestati a Gilberto Foggetti, 39, di San Pietro Vernotico, e ad Alfredo Guglielmi, 47, di Lecce, e cambiati quelli mossi a Rossella Carmela Giangrande, 68 anni, di Trepuzzi. Lo ha deciso nei giorni scorsi il giudice Marcello Rizzo rispetto alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura, contro la quale si era opposto l’uomo che aveva denunciato i presunti illeciti.

All’ombra del Palazzo, ci sono questioni ereditarie che tuttavia non hanno influito nelle valutazioni del gip, come lo stesso ha tenuto a precisare all’inizio dell’ordinanza.

Ad essere presi in considerazione sono stati dunque gli interventi, due, svolti nell’edificio .Il primo riguarda la messa in opera di quattro tramezzature in cartongesso ricoperte da piastrelle che hanno comportato la suddivisione di un ambiente unico in cinque vani chiusi da porte di alluminio, adibiti rispettivamente a laboratorio, spogliatoio, bagno, deposito e dispensa. Il tutto a servizio di una pasticceria situata in un locale adiacente.

Per questi lavori, che hanno comportato il mutamento della destinazione d'uso, da commerciale a produttiva, il 10 febbraio 2018, il locatario Foggetti presentò una semplice Cila, alla quale fu allegata la relazione tecnica, in cui si attestava l’assenza di vincoli, del geometra Guglielmi, progettista e direttore dei lavori.

Con nota del 16 maggio, il responsabile del settore urbanistica del Comune di Trepuzzi comunicò a entrambi l'inefficacia del permesso, ordinando l'immediata sospensione delle attività. Ordine che, il 10 agosto successivo, Guglielmi dichiarò di aver rispettato, ma che non corrispose alla realtà davanti alla quale si trovò, un mese dopo, il personale della polizia municipale e dell'ufficio tecnico: gli interventi erano stati eseguiti e completati.

Per il gip Rizzo, la richiesta di archiviazione non può essere accolta perché ha considerato norme e i principi previsti per beni paesaggistici, ma “Palazzo Elia non è un bene paesaggistico, bensì un bene culturale, per il quale deve trovare applicazione, innanzitutto, l’articolo 21, comma 4, D. L.vo 42/04, secondo cui l'esecuzione di opere e lavori di qualunque genere su beni culturali è subordinata ad autorizzazione del soprintendente”. E non essendo giunta al soprintendente alcuna istanza, il giudice ha ordinato al pm che sia Foggetti che Guglielmi vengano iscritti sul registro degli indagati anche per violazioni al codice dei beni culturali e del paesaggio e falsità ideologica in certificati.

Riguardo i lavori fatti eseguire da Rossella Giangrande su un immobile di Palazzo Elia, consistiti nella pavimentazione su una guaina usurata di una terrazza esterna che provocava infiltrazioni nei locali sottostanti, non sono state ravvisate responsabilità in materia di edilizia, né tanto meno di falsità ideologica. Ma per il giudice, non essendo stata data comunicazione dei lavori al soprintendente, sarebbero state commesse violazioni al codice dei beni culturali e del paesaggio per le quali, come per Guglielmi e Foggetti, è stata chiesta al pm l’iscrizione sul registro degli indagati.

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