Lecce capitale della Cultura, ma quanta strada c'è ancora da fare

Domenica, giornate del Fai. Decine di turisti in visita al castello Carlo V, si sono visti chiudere le porte un'ora prima della chiusura per l'ora di pranzo a causa di un disservizio. Magra figura per una città che ambisce al prestigioso riconoscimento

LECCE – Lecce Capitale europea della cultura una mazza. Questo per sgombrare subito il campo dagli equivoci: se abbiamo deciso di ritagliare sulla home page del nostro giornale un canale dedicato alla “capitale”, lo abbiamo fatto per partecipare. Partecipare insieme a tutti quelli che credono come noi non è mai troppo tardi. 

Credere, in questa partecipazione, ognuno faccia la propria parte, credendoci di suo: provo a dare un contributo, silenzioso ma vero, per spingere Lecce davvero in Europa. La storia di Lecce Capitale europea della cultura 2019 è questa. Non un’altra. Gli itinerari artistico-culturali salentini dalle grotte messapiche all’ultima provincia dell’Impero romano, pretendono immensa considerazione dall’Europa. 

Ma noi siamo europei o no? Oggi abbiamo scritto una pagina nera dell’accoglienza. Decine di turisti, ma anche intere famiglie di Lecce e provincia giunte in città per le giornate del Fai (chapeau), il Fondo ambientale italiano che per la primavera fa aprire le porte alle dimore storiche più belle d’Italia, e quindi del Salento, decine di turisti questa mattina si sono visti chiudere porta in faccia con tanti saluti dal personale del castello Carlo V, non una pagghiara, tappa del Fai per imponenza architettonica, seppur militare, e storica, ben ristrutturata e riconvertita a luogo di cultura. 

Bene. Anzi, male. Malissimo. Leggete la mail che abbiamo ricevuto questa mattina da un lettore leccese, non belga, uno che questa mattina si è ritrovato insieme agli altri visitatori di fronte l’ingresso del Carlo V. Invito alla lettura, riporto così, senza volutamente sfiorare un rigo:

“Scandaloso il trattamento ricevuto da turisti leccesi e non... Arrivati qualche minuto prima delle 12 ci vediamo chiudere la porta in faccia con la scusa che alle 13 attacca l’allarme. Loro non lo sanno staccare e quindi nonostante era comunicata l’apertura sino alle 13, porte chiuse. Scortesia e poi ci lamentiamo dei turisti che non vengono, questa è la peggio pubblicità...”.

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Grazie di cuore, caro lettore. Grazie per avere fotografato quanto strada c’è ancora da fare per affacciarsi in Europa. Capitale europea della cultura è un fatto culturale, molto profondo. E per non andare troppo lontani Capitale europea della cultura premia l’indice di organizzazione dei servizi e di educazione civica su cui poggia una comunità. Una cultura.

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