Racket e usura fanno paura più del Covid: contrastare il rischio di escalation

Incontro in Prefettura, oggi, per garantire assistenza e accesso al credito legale. L'emergenza ha messo al tappeto il commercio

LECCE – Chi ha vissuto questi mesi chiuso in casa, ma ha continuato a lavorare e a percepire con regolarità uno stipendio, ha provato sulla propria pelle la grande paura per il rischio di contagio del famigerato coronavirus e l’opprimente fastidio di sentirsi reclusi ai domiciliari senza alcuna colpa. Ma chi, a tutto questo, ha sommato anche una perdita economica e oggi ha il timore di non veder mai più risollevare la propria attività, la ripartenza della cosiddetta fase due bis non è coincisa di certo con una vera e propria euforia per la ritrovata libertà. Perché la libertà, pur in mascherina e rispettando code e distanze, sarà anche il bene più prezioso, ma a poco serve se non si riesce a portare il pane a casa.

Racket delle estorsioni e usura, silenziosi nemici del Salento da sempre (i reati meno denunciati in assoluto rispetto alla loro diffusione, ricordava spesso Cataldo Motta, quand’era procuratore) sono oggi più che mai dietro l’angolo. Ed è per questo motivo che, in Prefettura, oggi si è tenuta una riunione per esaminare la situazione di disagio socio-economico delle attività produttive. L’emergenza Covid, s’è detto più volte a livello nazionale, rischia di diventare terreno fertile per l’espansione di interessi illeciti e criminali. Se tutto ciò non è già in atto.

Durante la riunione, alla quale hanno partecipato i rappresentanti provinciali delle forze dell'ordine, delle associazioni di categoria, delle organizzazioni sindacali, dell'Abi (Associazione bancari italiani), dei Confidi (Consorzio di garanzia collettiva dei fidi), e delle associazioni e fondazioni antiracket e antiusura, è stato evidenziato come la carenza di liquidità delle imprese  rimaste chiuse nel periodo di lockdown e che si trovano, ora, a dover affrontare i costi legati all'adeguamento della propria azienda alle misure anticovid, possa rappresentare una preziosa occasione per le organizzazioni criminali locali per affermare e consolidare il proprio consenso sociale sul territorio anche attraverso prestiti di natura usuraria o richieste estorsive.

Per prevenire i fenomeni, si è condivisa la necessità di fare fronte comune, in modo da garantire alle imprese e alle famiglie l'ascolto, il confronto e l'assistenza necessaria anche in relazione all'interpretazione e corretta applicazione delle disposizioni vigenti in tema di emergenza. Facendosi, tutti i coinvolti, “sentinelle della legalità” e segnalando eventuali situazioni sospette.

E’ stata anche evidenziata la necessità di favorire l’accesso al credito legale, come strumento indispensabile per prevenire il ricorso all’usura. Questo, anche alla luce degli impegni assunti dalle banche con la sottoscrizione in Prefettura, il 15 novembre del 2017, del Protocollo di intesa per la prevenzione ed il contrasto dei fenomeni dell’usura e dell’estorsione nella provincia  di Lecce. Associazioni e fondazioni antiracket, da parte loro, hanno garantito sostegno e accompagnamento alla denuncia per le vittime di usura ed estorsione, affinché non si trovino in una condizione di isolamento e ricevano il supporto economico previsto dalla normativa statale.

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