Gas alla Mercedes, folle inseguimento dalla città fino al mare

Da viale della Libertà fino a Torre Chianca, passando da San Ligorio e Frigole. Con una Kompressor un uomo ha provato a tenere testa ai carabinieri. Ha ingaggiato la "battaglia" perché senza documenti: è stato denunciato

LECCE – Droga? Armi? Nessuno poteva dirlo. Quando è scattato l’inseguimento, ai carabinieri deve essere passato per la mente di tutto. E sì che proprio nei pressi di viale della Libertà i loro colleghi della polizia, giusto un giorno prima, avevano trovato – appunto – anche droga e armi in un anonimo garage. Alla fine, questa volta, era tutta, solo e soltanto, una questione di documenti non in regola, fra assicurazione e patente. Quest’ultima mai conseguita, per inciso.

Certo, i guai sarebbero arrivati comunque, se quell’uomo avesse accolto l’invito ad accostare. Ma nel momento in cui ha deciso di premere sull’acceleratore e dare gas e ancora gas, per interi chilometri, raggiungendo velocità da brividi, con le pattuglie sempre alle spalle, s’è accollato il rischio che i provvedimenti raddoppiassero. 

E così è stato, perché quel 40enne, già noto alle forze dell’ordine, ma comunque senza episodi rilevanti in passato, ora risponde fra l’altro di resistenza a pubblico ufficiale. Con la sua reazione di fuga, poi, ha messo a serio rischio non solo la sua stessa incolumità, ma anche la vita di eventuali passanti e dei militari che lo tallonavano ben decisi a non mangiare la polvere.

La movimentata mattinata ha avuto inizio, come detto, in via della Libertà, nel Quartiere Stadio, è proseguita fra le campagne di San Ligorio e dintorni ed è terminata sulla litoranea, nella marina di Torre Chianca, dove, nonostante una guida spericolata, il conducente di una potente Mercedes Kompressor, s’è dovuto arrendere al fiuto dei militari. Giunto quasi alla meta, aveva tirato il fiato troppo presto, forse pensando di esserseli ormai lasciati alle spalle per sempre.  

I carabinieri del Norm di Lecce avevano istituito un posto di controllo. Non di rado scelgono proprio l’arteria che collegale alle strade litoranee e alle tangenziali. Molti traffici illeciti si muovono su queste rotte. E quando quell’uomo ha visto la paletta alzata, ben sapendo che le sanzioni sarebbero state molto pesanti, in un baleno ha fatto la sua scelta: pedale a tavoletta e via.

I carabinieri non se la sono tenuta. Si sono infilati in auto e hanno ingaggiato un inseguimento che in breve li ha condotti fuori città, in direzione di San Cataldo, ma solo per un tratto. La Mercedes non ha proseguito dritto, infatti, ma s’è lanciata a capofitto verso sinistra poco dopo lo stadio di “Via del Mare”, superando pericolosamente l’incrocio semaforico sotto il ponte e proseguendo a razzo su via Roggerone. Una strada la cui pericolosità è innata, tutta curve, campi e muretti improvvisi, già teatro di innumerevoli altri fatti di cronaca.

Al termine della via, sempre con i militari alle spalle, che nel frattempo chiamavano rinforzi, ecco l’altra, svolta ora in direzione di Frigole. E su questa provinciale, già più larga, il motore della Mercedes ha fatto di certo molto bene il suo lavoro. L’auto è sparita.

I carabinieri, però, non avevano davvero voglia di farsi tirare brutti scherzi. E quando sono arrivati i rinforzi, più pattuglie si sono riversate su Frigole. Una caccia all’uomo senza sosta. Fin quando la Mercedes Kompressor non è stata nuovamente adocchiata.

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Credeva che fosse calato il sipario, il 40enne. E invece, si stava aprendo il secondo atto a sorpresa, quello finale. Neanche lui, però, aveva voglia di farsi giocare, e così, indomito, come negli action-movie, ha ripreso la fuga. Ormai, o la va la spacca. Ma, segnata la targa, ben impresso ormai anche il suo volto nella memoria, aveva ormai i minuti contati. E’ stato fermato proprio nei pressi della sua abitazione, nella limitrofa marina di Torre Chianca. L’auto era intestata a terzi, ma non se l’è certo cavata. Riconosciuto con sicurezza dagli inseguitori, avrebbe alla fine anche ammesso le sue responsabilità. E gli sono piovute sopra uan denuncia penale, oltre che sanzioni pecuniarie per migliaia di euro. Mentre per la Kompressor si sono aperte le porte del deposito giudiziario. Sequestrata.  

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