Dieci citta italiane contro la movida dei "barbari". Nasce coordinamento nazionale

Giungeranno domani a Milano, decisi a farsi sentire, da Torino, Genova, Acqui, Casale Monferrato, Brescia, Firenze, Roma, Lecce, Venezia. Sono i comitatati locali dei centri storici che si uniscono per alzare la voce contro le amministrazioni sorde

Via dei Templari a Lecce.

LECCE – Avranno pensato: i comitati locali hanno ottenuto ben poco con le amministrazioni comunali che non sono in grado di dare risposte ai residenti dei centri storici di fronte le invasioni festaiole notturne, ma se ci uniamo in un coordinamento nazionale sarà diverso. Coordinamento nazionale che sta per nascere, pare di capire, già domani. A Milano.  E allora, per essere più espliciti, dieci città italiane, tra cui Lecce, si uniscono per dare vita al movimento nazionale “No-Vida”. Sarà. Ma intanto chi sostiene l'iniziativa sono nomi come Massimo Cacciari, Paolo Crepet, Michele Serra. 

Giungeranno infatti domani, mercoledì 19 febbraio, decisi a farsi sentire, nel capoluogo lombardo da Torino, Genova, Acqui, Casale Monferrato, Brescia, Firenze, Roma, Lecce, Venezia. Sono i comitati di residenti e abitanti di quartieri ad alta densità di locali e dei centri storici di tutta Italia. “Gente diversa – si legge in una nota diramata dall’associazione Leccentro con tanto di pagina Facebook – ma che ha in comune un problema concreto: la mala movida, accompagnata dall’assenza di risposte concrete da parte delle amministrazioni locali”.

L’appuntamento, come detto, è per domani a Milano, presso il Cinema delle Colonne di San Lorenzo, nel cuore della movida meneghina. “Cittadini che in tutta Italia subiscono gli effetti collaterali della movida selvaggia e organizzazioni culturali e ambientali – continua il comunicato - daranno vita al primo incontro nazionale sul tema: l’intento è quello di creare un coordinamento nazionale per confrontarsi su una situazione che in troppe città raggiunge livelli kafkiani tra assenza di regole certe, controlli inesistenti, inciviltà e degrado. E per fare proposte concrete a livello locale e nazionale”.

L’incontro verrà aperto da una lettera di Massimo Cacciari sulla situazione delle Colonne di San Lorenzo a Milano. “Non ha senso un accampamento intorno ai monumenti”, spiega il filosofo. “Ma scherziamo? È come lasciare aperto il Colosseo di notte con la gente che va dentro a bere la birra. È come vedere dei bivacchi in piazza san Pietro. Roba dell’altro mondo”. E gli amministratori che fanno? “Non vogliono fare nulla perché la lobby dei locali porta voti”, tuona lo psichiatra Paolo Crepet in una video-intervista realizzata ad hoc. “E intanto il rischio è di uccidere una generazione”. 

Ecco allora cos'a è la mala movida secondo il neo comitato nazionale: l’annullamento del diritto al riposo, il degrado dei quartieri, i traslochi obbligati, il calo dei valori immobiliari, i monumenti storici e artistici in pericolo e un generale impoverimento della socialità in tutta Italia. “Vorrei denunciare la situazione di degrado, consentito passivamente da adulti e istituzioni, di molti giovani della diocesi che si riuniscono sul sagrato del Duomo per dedicarsi a sbronze di alcol e droga”, spiega il vescovo di Ferrara, monsignor Luigi Negri, intervistato in occasione dell’incontro. 

“Le nostre sono richieste di buon senso e civiltà", dicono dal nascente coordinamento. “Lavoro e impresa sono fondamentali, ancor più in una situazione di crisi. Ma possono e devono essere tutelati nel rispetto della convivenza democratica”. Il coordinamento mira a fare luce sugli aspetti allarmanti della cultura dello sballo, sempre più correlata ad alcolismo giovanile, spaccio di droga, interessi illeciti e vandalismo. “Mi domando spesso se sia strutturale oppure passeggera questa ossessione per il frastuono - spiega il giornalista Michele Serra nell’ intervento mandato in occasione dell’incontro. “Dormire non è come morire: dormendo ci si ritrova, ci si ricrea e si sogna. Il vero incubo è il divertimento obbligatorio”. 

In occasione dell’incontro verrà anche proiettata l’intervista realizzata da Claudio Bernieri al sindaco di Parma Federico Pizzarotti e all’assessore al Commercio della città, Cristiano Casa, in cui i due politici spiegano come sono riusciti a permettere di riposare ai residenti del centro storico di Parma. Il tutto in armonia con negozianti e commercianti, che si sono accorti che movida selvaggia, smercio di alcol fuori dai locali e cori di ubriachi non pagano e producono solo ghetti e degrado.

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I residenti di tutta Italia chiedono “di salvaguardare il diritto al riposo e alla salute degli abitanti delle zone consegnate alla movida senza regole, ma anche di tutelare i monumenti, le chiese, il patrimonio ambientale, vincolando le amministrazioni al loro dovere istituzionale di applicare la legge”. Per realizzare finalmente anche in Italia, come già avviene in tutta Europa, “modalità di divertimento sotto il segno della civiltà e del rispetto dei diritti tutelati dalla Costituzione”. E, come dice ancora Serra: “Saluto con una citazione non di un barboso pensatore, ma del rapper Caparezza: “Sono uscito dal tunnel del divertimento”: è l’augurio che facciamo di cuore al branco delle varie movide”.

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