Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Controlli e stangate contro il lavoro nero, inflitte multe per oltre 75mila euro

Sedici dipendenti in nero su ventotto controllati in vari comuni della provincia. Per sei è scattata la sospensione. A Porto Cesareo scoperta una ditta di infissi che aveva tutto il personale in nero. A Gallipoli denunciato titolare di bar che ha ripreso a lavorare con le stesse inadempienze

Controlli in un cantiere (foto di repertorio).

LECCE – Sedici dipendenti in nero su ventotto controllati, più del 57 per cento della forza occupata nelle aziende che sono state al centro di una verifica da parte dei carabinieri del Nil, distaccamento della Direzione del lavoro di Lecce. Numeri che la dicono lunga su di un fenomeno mai veramente in calo nonostante campagne informative anche per aumentare la consapevolezza dei cittadini e verifiche a tappeto che vanno avanti lungo l’intero arco dell’anno.

Prima di Natale, dunque, i militari del Nucleo ispettorato del lavorol hanno deciso di svolgere nuovi approfondimenti in vari comuni. E in qualche ditta non si mangerà il panettone: sei, infatti, sono state sospese in attesa di mettere in regola la propria posizione.

Le ispezioni hanno riguardato diciannove aziende per le più svariate tipologie (edilizia, impiantistica e commercio in primis) di buon parte della provincia. Attività che esercitano a Gallipoli, Ugento, Ruffano, Porto Cesareo, Taviano, Veglie, Leverano e Alliste. Un variegato campione per controllare se il sommerso è sempre vivo e vegeto. E la risposta è presto arrivata dei dati anzidetti.

Gli stessi carabinieri sono rimasti colpiti in particolare dalla gravità di una posizione, quella di una ditta di infissi di Porto Cesareo. Su cinque lavoratori, neanche uno poteva vantare un contratto: tutti sconosciuti alla pubblica amministrazione. Ovviamente, questa è una delle già citate sei ditte che hanno dovuto chiudere i battenti.

Un provvedimento, quello della sospensione delle attività, che viene adottato quando risultino assunti in nero il 20 per cento dei lavoratori. E in questo caso, non bisogna certo essere matematici per capire che si era a quota 100 per cento. Non meno grave, comunque, la situazione in un cantiere, dove su quattro operai sono uno aveva sottoscritto un contratto regolare.

Le violazioni, però, non riguardano sempre e solo il contratto di lavoro, ma spesso toccano anche la sicurezza. In alcuni casi i carabinieri hanno riscontrato l’uso di attrezzature non a norma, la mancata protezione di postazioni a rischio di cadute dall’alto e omissioni nella vigilanza sanitaria. Tutte voci che danno vita a inevitabili sanzioni pecuniarie.

Fra le varie attività controllate risulta anche un bar di Gallipoli, il cui titolare è stato denunciato alla Procura di Lecce per essersene infischiato di provvedere a normalizzare quanto già riscontrato in un precedente controllo. Già scovato con lavoratori in nero e in passato sospeso, aveva ripreso a lavorare senza regolarizzare i dipendenti e “dimenticando” pure di pagare la multa di mille 950 euro.

In totale sono stati cinquantaquattro gli illeciti amministrativi contestati, per 75mila 482 euro, che si dividono fra maxi-sanzione per lavoro nero, tenuta non regolare del libro unico del lavoro, contratti o tesserini di riconoscimento non consegnati e via dicendo.

Per sei titolari di imprese è scattata anche la denuncia penale per inosservanze sulla sicurezza negli ambienti di lavoro. Al momento sono stati recuperati per le casse dell’Inps 3mila euro di contributi non evasi. E per i datori di lavoro i guai non sono che all’inizio. Gli inadempienti saranno in seguiti segnalati alla guardia di finanza per gli illeciti fiscali e tributari scaturiti dalle retribuzioni in nero.        

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