Lunedì, 26 Luglio 2021
Cronaca

Pet-tac, tre nuove sentenze contro la Regione: in un solo anno trenta rimborsi

Nuove pronunce sulla vicenda seguita in prima linea dai legali del Codacons. I giudici Santoro e Paparella, seguendo iter diversi, sono giunti alle stesse conclusioni, condannando gli amministratori di viale Capruzzi. Quattro fra gli ammalati che avevano intentato causa nel frattempo sono decedute

LECCE - Dopo le prime tre sentenze già emesse dai giudici Luigi Piro, Antonella Santoro e Eleonora Dell’Anna, sono state pubblicate ieri altre tre pronunce in favore dei diritti civili degli ammalati oncologici salentini, difesi dall’avvocato Massimo Todisco, responsabile ufficio legale del Codacons Lecce.

I giudici Antonella Santoro e Giuseppe Paparella, infatti, hanno condannato la Regione Puglia al rimborso delle spese sostenute da quattordici persone (quattro delle quali nel frattempo decedute) affette da patologie tumorali, che hanno dovuto sostenere l’esame Pet Tac a proprie spese presso la struttura Calabrese di Cavallino.

I due magistrati hanno seguito strade diverse, ma sono giunti allo stesso risultato. Il giudice.ssa Santoro ha ritenuto che il diritto alla salute non possa subire compromissioni in presenza di situazioni di urgenza, come quelle in cui versavano le parti del giudizio al momento dell’esecuzione del’esame. Poiché nel corso del giudizio si è accertato, tramite l’ascolto di medici schierati in prima linea nella lotta ai tumori, che l’esame PetTac è indifferibile e che presso le strutture pubbliche presenti in Puglia (Brindisi e Bari), le liste di attesa superano i tre mesi dal giorno della prenotazione, ha riconosciuto il diritto al rimborso.

Il giudice Paparella, invece, ha ritenuto che, dal momento in cui il centro Calabrese di Cavallino è stato accreditato per l’attività di medicina nucleare, le prestazioni eseguite devono essere rimborsate ai pazienti. Invece per le prestazioni eseguite nel periodo precedente all’accreditamento, il magistrato ha accertato che da parte della Regione Puglia vi è sarebbe stata inerzia nell’attrezzare un centro di medicina nucleare che potesse eseguire la Pet-Tac, anche perché (come dichiarato dal direttore generale dell’Asl di Lecce, Valdo Mellone) i fondi sarebbero stati disponibili, e dunque gli ammalati salentini si sarebbero potuto rivolgere presso altre strutture, anche non convenzionate.

La Regione Puglia, in poco più di un anno, è stata condannata a rimborsare circa trenta ammalati oncologici e, per le cause definite ieri, dovrà rimborsare le somme entro 120 giorni dalla notifica delle sentenze.

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