Oltre 60 dosi di cocaina e quasi 12mila euro, insospettabile coppia nei guai

I carabinieri della sezione radiomobile di Lecce hanno fermato un 56enne e la compagna dopo un blitz in casa. In tutto, quasi 31 grammi di sostanza stupefacente

LECCE – Incensurati, lui operaio al cimitero, lei casalinga. Due insospettabili per i più, certo, ma non per i carabinieri della sezione radiomobile di Lecce che i loro movimenti li stavano osservando da diverso tempo. E avevano colto nel segno, perché in quella casa probabilmente, di cocaina n’è girata parecchio, fino a ieri. Questo, almeno, a giudicare dal quantitativo trovato, ben 61 dosi, da sommare ai soldi sequestrati: la ragguardevole somma di 11mila e 770 euro.

Il nuovo colpo allo spaccio in città dei militari dipendenti dalla compagnia di Lecce, che negli ultimi tempi ne hanno già messi a segno parecchi, di arresti, è avvenuto ieri pomeriggio in zona San Pio. Quando lui, Sergio Urso, 56 anni, è arrivato sotto casa con la sua autovettura, loro erano lì ad attenderlo per un controllo, avendo ormai deciso di chiudere il cerchio dopo un periodo di appostamenti per vedere se effettivamente avrebbero scovato qualcosa o fatto un buco nell'acqua. E l’agitazione manifestata da Urso ha rappresentato stato segnale preciso che erano vicini alla meta.

Percorse le scale insieme per salire al piano dove abita con la compagna, Salvatora Santoro, 65enne, quando lei si è affacciata alla porta e ha visto i militari, invano ha provato a chiudersi, forse con l’intento di guadagnare secondi preziosi per far sparire la droga. I carabinieri, orami, avevano prelevato le chiavi da Urso le chiavi, così hanno spalancato l’uscio, facendo irruzione. E la donna ha capito che c’era ormai poco da fare.

Davanti alla richiesta di estrarre la droga, alla fine ha cacciato buona parte delle dosi in quel momento in casa. Le aveva nascoste addosso, nel reggiseno. In tutto, come detto, continuando a perquisire l'appartamento, la sezione radiomobile ha scovato 61 dosi di vario peso, per un totale di 30,38 grammi di cocaina. Nel bagno è stato trovato un bilancino di precisione, dentro un armadio, altrove, in un ripostiglio, rotoli di nastro adesivo, usati per confezionare dosi. E poi, i soldi, quasi 12mila euro, finiti sotto sequestro con tutto il resto, perché ritenuto possibile incasso di varie cessioni.

Portati in caserma e sentito il pubblico ministero di turno, Paola Guglielmi, entrambi sono stati dichiarati in arresto e condotti in carcere, nonostante, appunto, fossero di fatto incensurati. La coppia è difesa dall’avvocato Carlo Sariconi.

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