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Blitz in casa e presi per spaccio di cocaina: uno condannato, l'altro assolto

Quattro anni e 8 mesi per Stefano Castrignanò, 33enne di Lecce. Liridon Bosi, 26enne, albanese esce indenne dal procedimento

LECCE – Uno condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione, l’altro assolto dalle accuse. Il processo riguardava Stefano Castrignanò, 33enne di Lecce, e Liridon Bosi, 26enne, albanese residente del capoluogo, entrambi già noti alle forze dell'ordine, che il 4 aprile dello scorso anno, furono arrestati dalla Squadra mobile di Lecce per traffico di sostanze stupefacenti, dopo una perquisizione nell’appartamento che condividevano. E la condanna ha riguardato Castrignanò.

Gli investigatori, in quei giorni, misero in atto una serie di attività di osservazione, con appostamenti e pedinamenti, per poi fare ingresso presso l’abitazione in uso ai due, in via Leuca.

Nel corso della perquisizione domiciliare, erano stati rinvenuti oltre 100 grammi di cocaina e tutto il materiale necessario per il confezionamento delle dosi, tra cui un bilancino di precisione, forbicine e del nastro adesivo. I due, pertanto, venivano arrestati e tradotti presso il carcere di “Borgo San Nicola” a Lecce.

Castrignanò, già durante l’udienza di convalida, aveva ammesso gli addebiti e si era assunto la responsabilità dell’attività di spaccio. E questa mattina, il giudice Cinzia Vergine, accogliendo le richieste della difesa di Bosi, rappresentata dall’avvocato Rita Ciccarese, ha assolto il giovane albanese. Il sostituito procuratore Maria Consolata Moschettini aveva invocato per lui una condanna a 4 anni di reclusione. Castrignanò, invece, assistito dall’avvocato Laura Minosi, è stato condannato a 4 anni e 8 mesi.

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