Martedì, 3 Agosto 2021
Cronaca

Sveviapol, dalle stelle alle stalle. La denuncia delle guardie giurate

L’associazione guardie riunite d’Italia ha scritto una dura nota sulle condizioni dei lavoratori di Sveviapol Sud srl che sarebbe peggiorate negli ultimi anni, fino ai problemi della gestione Cosmopol. Sindacati “rei” di aver firmato accordi che non tutelano i diritti

LECCE – Buste paga sempre più leggere, a fronte di un servizio reso sempre con la massima efficienza. E’ questa la situazione prospettata dalle guardie giurate che lavorano presso la società Sveviapol Sud srl di Lecce e che hanno affidato ad una nota stampa alcune considerazioni relative alla situazione degli ultimi anni.

La nota è firmata dal presidente dall’associazione nazionale guardie riunite d’Italia, Massimo Raffi, che ha scritto per conto dei propri soci che prestano servizio per il suddetto istituto di vigilanza: “Sveviapol nel corso della sua storia si è sviluppata, radicata e contraddistinta, per la considerazione  che ha avuto delle proprie risorse umane intese come elemento essenziale del proprio sviluppo economico. Nella tradizione, la fiducia riposta dall’azienda alla guardia giurata è stata ricambiata attraverso il sacrificio al lavoro e al perseguimento di obiettivi di crescita e di stabilità interna”.

Qualcosa, però, sarebbe mutato in seguito all’uscita di scena del suo unico e vecchio amministratore, fondatore della società di vigilanza. Da quel momento in poi, le guide societarie che si sono succedute non sarebbero state in grado di percepire e adeguarsi ad una serie di cambiamenti: da  quelli normativi avvenuti dal 2008 in poi, ai mutamenti della società civile rispetto al bisogno di sicurezza; dalle novità  tecnologiche  fino alla crisi globale che ha investito l’intero Paese.

L’ultima amministrazione societaria, in particolare, avrebbe svuotato di personalità il ruolo della guardia giurata, “considerata alla stregua di un numero da coprire in una tabella per la pianificazione dei servizi, tabella redatta senza alcuna concezione d’ingegneria gestionale”.

I nuovi amministratori riterrebbero persino “ sprecato elargire uno stipendio con diritti acquisiti nel corso degli anni di servizio e di professionalità, rispetto a migliori condizioni  provenienti dal precariato e dal tempo determinato”. “Trova logica, quindi, il tentativo di ricambio generazionale perpetrato in un percorso vessatorio, nei confronti di tutto il settore tecnico – si legge -. E tale evidenza trova conferma nella negazione dei permessi e delle ferie, nelle buste paghe sempre più leggere e corrisposte nell’arbitrarietà dei tempi e delle modalità, le ripetute ispezioni notturne da parte di personale incline ad interessi particolaristici, i controlli con tracciati satellitari  e addirittura gli inseguimenti e gli appostamenti di investigatori privati nel tempo libero delle guardie”.

Tale presunto comportamento “immorale” avrebbe come fine quello di ottenere una riduzione del numero del personale e dei costi di gestione, “smembrando così quella cultura laboriosa che ha contraddistinto tutte le guardie giurate della Sveviapol nei 38 anni di onorato servizio”.

L’orientamento di Cosmopol, portato dai nuovi amministratori, ben si sposerebbe “con l’ambizione di comando e di potere di certi personaggi, celando con l’autorità tutte le carenze cognitive necessarie a gestire un corpo di uomini”.

La stoccata non risparmia neppure i sindacati tacciati di aver assunto “posizioni morbide e concilianti su accordi che limitano i diritti, i tempi e le modalità delle spettanze dei lavoratori”. L’associazione guardie riunite d’Italia intende sollecitare, quindi, il senso di consapevolezza interna al fine di “trovare una nuova identità  sindacale che sarà in grado di riportare l’ago della bilancia in posizione mediana tra gli interessi datoriali e gli interessi delle guardie particolari giurate, ricordando che il ruolo sociale di queste ultime è la tutela dei beni dei cittadini”.

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