Vertenza Securpol Security: il Tar respinge il ricorso, Usb esulta

I giudici hanno respinto l'istanza contro il diniego del rinnovo della licenza prefettizia, la palla è passata al Consiglio di Stato. Il sindacato rivendica gli stipendi arretrati

LECCE - La vertenza Securpol Security da qualche mese si è trasformata in una battaglia di carte bollate, sbarcando sul tavolo prima del tribunale amministrativo di Lecce per passare al vaglio del Consiglio di Stato.

Per comprendere i termini della complessa vicenda, però, è necessario un passo indietro: da oltre un anno, infatti, le guardie giurate che si occupano del servizio di vigilanza armata su molti presidi ospedalieri, lamentano stipendi arretrati e condizioni di lavoro anomale. Dalle retribuzioni a singhiozzo ai turni definiti “massacranti”, fino ai riposi insufficienti ed alla presunta violazione delle norme contenute nel capitolato d’appalto e nel contratto di lavoro: questo ha fatto scattare la molla della protesta ed ha convinto i sindacati a chiedere la revoca della licenza per la gestione delle attività.

“La prefettura, in seguito a diverse denunce, ha scelto di battere proprio questa strada, disponendo che la licenza non venisse rinnovata (l’istituto opera in regime di proroga, ndr) mentre la Asl ha avviato la procedura negoziata per l’affidamento del servizio ad una nuova ditta”, spiega Gianni Palazzo referente di Usb.

Il diniego al rinnovo, da parte della prefettura, è arrivato a fine settembre, ma Securpol si è opposto a quel provvedimento presentando ricorso al Tar. I giudici amministrativi hanno però respinto l'istanza dell’istituto contro il diniego del rinnovo della licenza da parte della prefettura di Lecce.

“Non vi è alcun vizio, né formale né sostanziale, nelle procedure amministrative seguite dalle autorità prefettizie”, precisa Gianni Palazzo che rivenda il risultato “risultato ottenuto attraverso anni di battaglie, di presidi, di contestazioni disciplinari e di licenziamenti di diversi nostri iscritti”.

“Dobbiamo anche ringraziare soprattutto i lavoratori che insieme a noi hanno lottato in questi lunghi anni di turni massacranti, mancati riposi e ogni festa comandata sempre lontani da casa e dai loro affetti perché il lavoro viene prima di tutto – aggiunge -. E questo nonostante le guardie giurate avanzino dall'azienda diverse mensilità arretrate. I più sfortunati devono ancora percepire le mensilità di ottobre, novembre e tredicesima 2015 e siamo ormai alle soglie di Natale 2016”.

La partita non si è ancora chiusa, tuttavia, perché Sercurpol si è appellata al Consiglio di Stato il quale ha sospeso il provvedimento del prefetto, impugnato in primo grado, sino all’esito della Camera di Consiglio che si terrà il 15 dicembre 2016 e consentito la prosecuzione dell’attività.

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“Mentre attendiamo sia l’esito di tale ricorso sia che si concretizzi il passaggio ad altra azienda di vigilanza privata per l'appalto Asl di Lecce, siamo tornati a chiedere alla direzione generale della stessa Asl - ancora e per l’ennesima volta – il pagamento diretto degli stipendi di tutti i lavoratori impegnati sia stabilmente, sia in maniera prevalente o esclusiva nella vigilanza privata delle strutture sanitarie del territorio”, conclude Palazzo. 

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