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Sabato, 13 Aprile 2024
Cronaca Leverano

Armi e stupefacenti, l’arrestato si difende ma con dichiarazioni contradditorie

Il 33enne di Leverano fermato dai poliziotti di Nardò nei giorni scorsi ha ammesso di spacciare droga, ma non ha spiegato la sua provenienza. Ed è stato vago sulla pistola con matricola abrasa ritrovata in auto, sostenendo che fosse solo una scacciacani

LEVERANO – Non riottiene la libertà Matteo Vetrano, il giovane di Leverano, prossimo ai 34 anni, arrestato dagli agenti di polizia del commissariato di Nardò il 27 marzo scorso con diverse sostanze stupefacenti, una pistola con matricola abrasa e una scacciacani alterata.

Nel corso dei primi controlli era emersa anche una terza arma, ma risultata del tutto un giocattolo e per questo restituita. Vetrano, difeso dall’avvocato Francesco Cazzato, ha sostenuto nei giorni scorsi l’interrogatorio di convalida davanti al giudice per le indagini preliminari Angelo Zizzari, che ha convalidato l’arresto ed emesso un’ordinanza che dispone la misura dei domiciliari. Ha ritenuto, infatti, sussistente il pericolo di reiterazione dei reati, anche in considerazione dei precedenti penali.

Ai domiciliari, il giovane, vi era già finito a tarda ora del 27, allorché era stato fermato dai poliziotti che lo stavano tenendo d’occhio da un po’ di tempo.  Tutto nato da attività info-investigativa, secondo la quale Vetrano avrebbe spacciato direttamente dalla sua abitazione eroina e cocaina. Per questo, si erano appostati nelle vicinanze di casa, notandolo a un certo punto uscire con diversi sacchetti fra le mani e salire a bordo di una Fiat Punto, per poi mettersi in movimento. Dopo un breve pedinamento, l’auto era stata fermata in via Ungaretti per un controllo.

Vetrano aveva subito tradito forte nervosismo e non era sfuggito agli agenti il fatto che infilasse più volte le mani nelle tasche. Così, era stato perquisito e dal giubbotto, posato sul sedile, era spuntata una pistola Mayer 8mm modello G5E, con matricola abrasa. Nessuna cartuccia nel caricatore. Nella tasca dei jeans, invece, aveva un paio di involucri contenenti eroina e uno con hashish.

La perquisizione era proseguita nell’abitazione in cui stava traslocando, come dallo stesso giovane spiegato, nel corso della quale, all’interno di alcuni ovetti di plastica, erano stati trovati vari involucri contenenti cocaina, hashish e marijuana, più un bilancino di precisione, 120 euro, materiale per il confezionamento e una scacciacani Zoraki modello 914P trasformata in arma clandestina, con due caricatori, uno dei quali inserito e contenente dodici cartucce.

Per quanto riguarda gli stupefacenti sequestrati, il computo preciso è di 6,09 grammi di cocaina, 3,6 di eroina, 2,35 di hashish e 0,62 di marijuana. Le accuse a suo carico: detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, porto illecito di armi clandestine in relazione alla Mayer e ricettazione di armi alterate e/o clandestine per la Zoraki.

Nel corso dell’interrogatorio, Vetrano ha fornito una versione piuttosto contraddittoria circa l’arma trovata con sé, in auto, sostenendo che fosse una semplice scacciacani che stava portando nella nuova abitazione, nel corso del trasloco. Ma è evidente il fatto che si tratti di una vera pistola. Non ha potuto negare, invece, la detenzione della sostanza ai fini di spaccio, rifiutando però di rispondere sulla sua provenienza. Alla fine, il giudice ha ritenuto di dover confermare gli arresti domiciliari, come da richiesta del pubblico ministero. Sotto sequestro è finito anche lo smartphone in uso al giovane, per ulteriori accertamenti.

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