Furto "pericoloso": rubati ortaggi a quintali appena trattati con pesticidi

Il fatto è avvenuto nei giorni scorsi a Leverano. Melanzane e zucchine sparite da diverse serre. E non c'è solo il problema economico per la vittima, ma anche il rischio per i consumatori. Il trattamento non era ancora stato smaltito

Foto di repertorio.

LEVERANO – Nelle campagne si aggirano i predoni. La caccia all’ortaggio è aperta. Il fenomeno è noto, nel mondo agricolo se ne parla e monta anche un certo malcontento. Sembra che i casi siano diversi. C'è che lamenta, per esempio, produzioni di pomodori ciliegini  sterminate mentre erano in corso di maturazione. 

Spesso, di tutto questo, nelle cronache non se ne fa cenno. Le notizie non escono o vengono sottovalutate. Ma il fatto è anche un altro. Da un  furto può discendere un problema per la sicurezza dei consumatori. Se da una serra o da un campo spariscono ortaggi appena trattati con fitosanitari, per esempio, si corre il rischio di consumare un prodotto ancora saturo di sostanze. Come? Molto semplice: quasi certamente frutta e verdura rubate finiranno in canali paralleli, sul mercato nero, magari in mano a rivenditori non autorizzati che si piazzano negli angolo più disparati. Abusivi, insomma. E, da lì, sulle tavole.

Il fatto avvenuto a Leverano

Un caso reale, che può essere preso a titolo d’esempio, è quello avvenuto circa una settimana addietro nelle campagne di Leverano che, con località limitrofe, quali Veglie e Nardò, vanta una ben nota tradizione contadina. Tanto che sono molte le cooperative che riforniscono supermercati e grandi catena. Si tratta di una storia inedita e che riguarda la fine, forse impossibile da stabilire, che hanno fatto circa 5 quintali di ortaggi. Grossomodo, 2 di zucchine e 3 di melanzane. Un furto per il quale è stata sporta denuncia presso i carabinieri. Con un danno notevole per la vittima. E i succitati rischi per i consumatori.  

Ebbene, la mattina prima, un agricoltore, nelle sue serre, aveva sparso pesticida. E quella stessa notte, ignoti, addentrandosi nei campi, hanno tagliato i teloni e si sono impadroniti degli ortaggi. Piazzati poi chissà dove. Di sicuro, non hanno seguito una filiera controllata in maniera rigorosa.

Dove risiedono i rischi

Questo genere di ortaggi, di solito, si raccoglie non prima di cinque-sette giorni rispetto al trattamento. Tempi che serve per permettere alla pianta di smaltire il pesticida nel terreno. Significa, quindi, che anche un lavaggio molto accurato non avrà effetti sperati. Non servirà certo a eliminare il prodotto - nocivo per la salute, ma usato per preservare gli ortaggi da insetti e malattie -, perché il rischio sarà quello di ritrovarsi concentrazioni ancora all’interno. E poco importa che proprio zucchine e melanzane non siano fra i prodotti della terra dove si riscontrino maggiori residui di pesticidi, secondo diversi studi (si possono fare ricerche online, a tale proposito). E’ il principio in sé che inquieta. Perché non si ha a porta di mano una casistica del fenomeno.   

I prodotti, prima di finire sugli scaffali, subiscono vari controlli. Alle cooperative i singoli agricoltori conferiscono i loro prodotti, che poi saranno smistati nei centri commerciali. E i soci di una cooperativa, come nel caso dell’agricoltore vittima di questo furto, a campione sono chiamati cedere una pianta che sarà analizzata proprip per rilevare le concentrazioni. Inutile dire che è fondamentale fare attenzione dove si acquista. Un abusivo potrebbe avere merce di dubbia provenienza. E la merce di dubbia provenienza, essere contaminata.

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