Lotteria fasulla per spillare banconote ai commercianti

Denunciato un 28enne: si aggirava a Lecce, nei dintorni di piazza Mazzini, chiedendo 10 euro ad ogni negoziante con un'insistenza tale da ottenerli. E rilasciando il foglio per una "riffa" truffaldina

Come "venditore", in fin dei conti, sapeva il fatto suo. La tecnica di "marketing" adottata per spillare quattrini? Lavorare il potenziale acquirente ai fianchi, subissarlo di parole, metterlo in difficoltà davanti ai suoi clienti, nel bar o nel negozio di abbigliamento, tormentarlo con un getto continuo di verbi, sostantivi, aggettivi, mezzi in italiano, mezzi in dialetto, fino a quando, allo stremo delle forze mentali sotto il fiume in piena, la preda non cedeva e, per evitare di stramazzare al suolo priva di sensi, gli porgeva quella stramaledetta banconota da 10 euro. In cambio, un biglietto bianco con scritta nera, per una fantomatica lotteria.

Snello, lunghi capelli lisci di colore nero, occhi scuri, colorito olivastro, fastidiosa parlantina insistente, una determinazione oltre i limiti umani. G.M., 28enne di Melendugno è un volto già noto alle cronache. Adesso annovera nel carniere di precedenti anche una denuncia a piede libero per truffa continuata. Per ora. Perché l'inchiesta è appena all'avvio e non si escludono ulteriori responsabilità. Alla riffa truffaldina hanno messo un freno gli agenti della questura di Lecce. Lo hanno smascherato i poliziotti di quartiere della zona centrale di Lecce, che hanno annotato la targa della Smart di colore blu sulla quale gironzolava intorno a piazza Mazzini, e quelli della sezione volanti, che hanno potuto interrogare i negozianti depredati, ottenere una descrizione fisica, intuirne le generalità ed avere conferma finale dopo aver esibito le foto segnaletiche dell'archivio che lo immortalano.

La "carriera" del rampante truffatore 28enne s'è conclusa ieri mattina, quando i poliziotti sono riusciti ad identificarlo, dopo aver ascoltato alcuni di quei commercianti che ci hanno rimesso qualche banconota, arricchendo le sue tasche. Secondo quest'ultimi, tutti della zona di piazza Mazzini, G.M. si presentava all'interno dei negozi parlando a briglia sciolta, magari piombando sulla scena proprio davanti alla clientela, chiedendo con irritante ostinazione che venisse acquistato un biglietto della lotteria organizzata - guarda caso… - proprio da lui, con un'estrazione che si sarebbe svolta di lì a poco ed il cui premio in palio era di 300 euro. Chiaro come il sole che era tutta una messinscena, ma siccome davanti al primo rifiuto l'atteggiamento si faceva asfissiante, alimentando un penoso disagio all'interno del negozio, alla fine i commercianti allungavano la banconota pur di levarselo di torno.

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Agli esercenti, il giovanotto, calato nella sua parte come un attore di teatro nella scena madre, rilasciava un foglio di carta bianco su cui erano presenti delle scritte con pennarello nero. Sopra, la data dell'estrazione, con riferimento all'estratto sulla ruota del Lotto di Roma, ed allegati alcuni biglietti numerati su cui annotava un numero di cellulare da chiamare per riscuotere le eventuali vincite (tutto materiale ora sotto sequestro). Neanche a dirlo, un numero non attivo. Fosse mai che qualcuno avesse preteso davvero i 300 euro. Ma alla fine, fra tanti foglietti recapitati in giro, quello più importante l'ha ricevuto proprio lui: la notifica del deferimento in stato di libertà.

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