Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Lunga notte di risse e di fughe al "Don Tonino Bello"

Uno scenario teso quello chiusosi alle prime luci dell'alba nel centro otrantino: singolare la fuga di un ragazzo arrivato sino a Cocumola e ripreso dalle forze dell'ordine. Rimpatrio in 24 ore?

I clandestini presso il centro di accoglienza "Don Tonono Bello" di Otranto

OTRANTO - È stata una lunga notte quella appena trascorsa al "Don Tonino Bello" di Otranto, tra tensione e qualche rissa, dopo lo sbarco di quasi 150 immigrati in una sola volta sulle coste salentine, definito a buon ragione, il più grosso degli ultimi anni (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=27971). In queste ore, sembra tornato il sereno tra le mura dell'ex centro di prima accoglienza otrantino, dove i clandestini si stanno sottoponendo alle pratiche di identificazione, prima di sapere con certezza quale sarà il loro destino.

Gli occhi iniziano a farsi pesanti, qualcuno si appoggia stancamente alle transenne che regolano il passaggio che porta all'ufficio dove il pool immigrazione sta portando avanti in maniera serrata le operazioni di riconoscimento; altri si abbandonano sui divani, sui materassi: la stanchezza emerge tutta, nonostante la giovane età del gruppo (tutti maschi di età compresa tra i 20 e i 30 anni), li porti a sorridere, scherzare, riprendersi con un telefonino, per far passare il tempo o forse anche solo per sdrammatizzare il quadro di precarietà che si profila all'orizzonte.

Sono partiti da qualche punto del Maghreb,alcuni di loro sostengono di aver preso il largo dalla Libia, attraversando per dieci giorni le insidie del Mar Mediterraneo, confidando di trovare la soluzione sicura al proprio futuro: alcuni di loro non sembrano neanche essere stati in balia del male per tanto tempo, fanno "ok" con la mano o accennano un saluto. Intorno a loro forze dell'ordine di ogni tipo e i volontari della Croce Rossa e della Misericordia di Otranto, per garantire supporto sanitario e distribuire i pasti.

Ma è stato davvero una notte difficile quella conclusasi: quando, infatti, extracomunitari sono stati trasferiti al "don Tonino Bello" ed hanno compreso che sarebbero stati rimpatriati nel giro di 24 ore, è scattata una protesta vibrante, contro le forze dell'ordine, ma anche tra compagni di viaggio. E così, facendo leva sul numero maggiore di presenze rispetto agli agenti di polizia, carabinieri, finanzieri, si sono mobilitati, cercando in ogni maniera di preparare la fuga.

Dapprima, hanno sfondato un muro di cartongesso, poi hanno cercato di darsi alla fuga attraverso il tetto dell'edificio, poi vere e proprie zuffe anche tra immigrati, sedate solo dall'arrivo di nuove pattuglie: una situazione andata avanti ad ondate, che ha visto qualche disagio arrecato anche ai volontari, e placatasi con fatica. Alcuni immigrati sono comunque riusciti a scappare: un gruppo ha cercato di nascondersi nel presidio sanitario alle spalle del centro, altri hanno provato a prendere la via delle campagne, tutti prontamente ripresi; ma il caso più eclatante è quello di un giovane, che di corsa è riuscito ad arrivare fino a Cocumola, prima di essere fermato e ricondotto ad Otranto.

Dal punto di vista degli interventi sanitari, quattro i casi che hanno richiesto il ricovero all'ospedale di Scorrano: il ragazzo in fuga a Cocumola, che nello sforzo si è procurato qualche problema agli arti inferiori, un altro uomo, che subito dopo la visita post sbarco ha avuto un collasso, un individuo con problemi di appendicite ed un altro ancora con disturbi alla vescica.


Molti degli uomini sembrano egiziani, solo in piccola parte sarebbero libici con qualche tunisino: per la maggior parte del gruppo, dunque, in base agli accordi tra Italia ed Egitto dovrebbe ipotizzarsi nel giro di 24 ore il trasporto con pullman a Brindisi e poi il rimpatrio con aereo diretto a Il Cairo. Ma il condizionale resta d'obbligo.

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