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Domenica, 16 Gennaio 2022
Cronaca

Massaggi hard nel centro estetico, condannato il titolare 85enne

Sono due e mezzo gli anni che sono stati inflitti a un anziano residente a Lecce, ritenuto responsabile del reato di sfruttamento della prostituzione ai danni di due giovani dipendenti

LECCE - A ottantacinque anni ha sostenuto un processo per il reato di sfruttamento della prostituzione perché da titolare di un centro estetico a Lecce avrebbe indotto due giovani dipendenti a offrire un servizio extra di natura sessuale ai clienti che ne avessero fatto richiesta, in cambio di denaro.

Sebbene in questi anni si sia sempre proclamato innocente, e abbia continuato a farlo anche dal banco degli imputati, dichiarando di essere stato all’oscuro di quanto avveniva nelle stanze, il verdetto emesso nei suoi riguardi è stato di colpevolezza. E’ di due anni e mezzo la condanna che gli è stata inflitta oggi dal collegio giudicante, presieduto dal giudice Fabrizio Malagnino (a latere, i colleghi Maddalena Torelli e Michele Guarini), al quale il sostituto procuratore Francesca Miglietta aveva chiesto la pena di quattro anni di reclusione.

Ha retto dunque l’accusa, dalla quale però è stata esclusa l’aggravante del rapporto di lavoro, forse in considerazione di quanto sostenuto a dibattimento dall’avvocato difensore Nicola Leo, ossia che le ragazze avessero prestato servizio in modo occasionale (solo un paio di giorni).

Per conoscere le motivazioni del verdetto bisognerà attendere sessanta giorni, e il legale ha già anticipato che, non appena saranno depositate, farà ricorso in appello.

L’anziano, originario di Palmariggi ma residente nel capoluogo salentino, rispondeva di episodi che si sarebbero verificati nel mese di agosto del 2014. Il procedimento aperto dalla Procura sfociò, il 21 gennaio dello scorso anno, nel rinvio a giudizio disposto dal giudice per l’udienza preliminare Edoardo D’Ambrosio.

Le presunte vittime, che con la loro denuncia misero in moto l’inchiesta, erano parti civili al processo con l’avvocato Nicola Ciaccia (del foro di Taranto).

Nei loro riguardi i giudici hanno riconosciuto il risarcimento del danno che dovrà essere quantificato e liquidato in separata sede.

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