Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca

Medici e amministratori Asl: altri 227 posti a rischio

Cgil e lavoratori in protesta presso la Prefettura di Lecce per sventare il rischio di licenziamento. La Consulta ha infatti dichiarato illegittimi i trasferimenti del personale nella Asl salentina

Al centro Silvio Cataldi, responsabile Sanità Cgil

LECCE - La Asl pugliese è sempre più in affanno adesso che la spada di Damocle dei licenziamenti pende sulla testa di 227 unità del personale medico, paramedico, tecnico ed amministrativo.

E le persone sono tornate a protestare in Prefettura, insieme alla Funzione Pubblica della Cgil intenzionata a sventare "l'ennesimo dramma privato delle famiglie che potevano contare su stipendi certi e a tempo indeterminato, a cui si aggiunge il rischio dell'assistenza minima sanitaria per tutti i pazienti".

Nel giro di quindici giorni, potrebbe infatti esplodere l'ennesima bomba occupazionale: la direzione del distretto sanitario leccese ha già ricevuto, infatti, l'atto deliberativo della Regione che recepisce la sentenza della Corte Costituzionale, la quale si è espressa negativamente rispetto ai contratti indeterminati firmati da questi dipendenti tre anni addietro.

"Tutto regolare" - rivendicano gli infermieri presenti alla protesta - noi siamo vincitori di un regolare concorso di mobilità grazie al quale siamo transitati nella Asl leccese. Ora non possiamo più nemmeno tornare a lavorare nei vecchi presidi ospedalieri e i nostri contratti sono a rischio".

Cosa sia veramente accaduto, almeno dal punto di vista formale, lo spiega Simone Longo, segretario provinciale del sindacato: "la Consulta ha ritenuto illegittima la legge regionale 45 del 2008 grazie alla quale questo personale è transitato nei presidi ospedalieri e nei distretti della Asl di Lecce in virtù di alcuni posti vacanti", ma senza effettuare un regolare bando pubblico di trasferimento.
Sia questa legge, che la norma regionale "omnibus" del 2010 (quella che introduceva le internalizzazioni) sono state impugnate dal Governo nazionale per una verifica di legittimità.

Ed è proprio questo lo "scandalo politico" che ha generato il problema, secondo Antonella Cazzato, segretaria confederale Cgil: "la volontà di mettere mano su leggi regionali che garantiscono occupazione e benessere per le persone è semplicemente inaccettabile".

Adesso, con l'estate alle porte e il sovraffollamento degli ospedali e del 118, il collasso del sistema è alle porte. "Cgil sta facendo di tutto per impedire che partano le lettere di licenziamento e per trovare una soluzione politica al problema, chiedendo anche l'intervento del Prefetto di Lecce - spiega Silvio Cataldi, responsabile Sanità del sindacato - ma se la Asl dovesse dare seguito alla delibera regionale, allora metteremo a disposizione dei lavoratori tutti gli strumenti legali necessari per tutelarsi".


"Io non sono un giocattolo nelle mani della politica e non mi interessa la diatriba tra Governo e Regione. Il mio posto di lavoro non si tocca", è la parola finale di un lavoratore.

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