"Mille euro per i detenuti". La richiesta non va in porto e lui finisce indagato

Tentata estorsione è l'accusa ai danni di un 29enne marocchino. Avrebbe chiesto i soldi a un locale per i carcerati di Parabita

Carabinieri dentro Parabita (repertorio).

PARABITA – Non c’è una denuncia della vittima. La vicenda, però, è arrivata comunque a solleticare le orecchie dei carabinieri della stazione di Parabita. Che si sono mossi sottotraccia, procedendo d’ufficio. E ora, una volta identificato, un marocchino di 29 anni, H.C., è stato iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di tentata estorsione.

Avrebbe “chiesto”, infatti, un sostegno economico per soggetti di Parabita al momento detenuti in carcere, presentandosi in una pizzeria del posto. Mille euro, l’obolo. A quanto pare, non versato dalla proprietaria. La vicenda, che vede al centro il giovane straniero residente a Parabita, non è recente. L’accesso nel locale commerciale risalirebbe, infatti, al 20 febbraio scorso.

I soldi non versati

Lasciando intendere di avere conoscenza diretta con vari elementi, il 29enne avrebbe quindi avanzato una richiesta, spiegando come avrebbe “fatto comodo” versare quella cifra quale contributo. In modo, insomma, velatamente minaccioso. Ma la vittima sarebbe riuscita a liquidare l’importuno asserendo di avere problemi economici. Dietro a questa storia, una volta conosciuta anche dai carabinieri, è nata un’attività investigativa che ha portato, negli ultimi giorni, all’identificazione del giovane.

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Vari aspetti da chiarire

Vi sono però alcuni aspetti da chiarire, nella vicenda. Innanzitutto, se veramente vi sia un collegamento fra il 29enne e detenuti di Parabita o se sia stato un modo per cercare di ottenere denaro facile facendo leva sulla paura. In seconda istanza, se vero, a chi esattamente dovesse essere rivolto il “contributo”. Allo stato attuale, parabitani detenuti di spessore, sono in sostanza diversi fra quelli vicini al clan Giannelli, incastrati nell’ormai celeberrima “Operazione Coltura” per quale si è arrivati a maggio scorso ai pronunciamenti di secondo grado. Terza circostanza da appurare, non meno importante, è se vi siano stati altri episodi, attribuibili allo stesso marocchino o magari ad altri soggetti.  

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