Morte del detenuto, otto medici indagati e un anno per ottenere l'autopsia

Antonio Fiordiso, di San Cesario di Lecce, è spirato in circostanze oscure dopo trasferimenti in ben tre carceri e vari ospedali. La dura lotta della famiglia per la verità. E ora, forse, un primo passo in avanti

Interno di un carcere (@TM News/Infophoto).

TARANTO – Otto sanitari (sei medici di guardia e due psichiatri, residenti nelle province di Taranto e Bari) sono indagati per omicidio colposo, in relazione alla morte di Antonio Fiordiso, di San Cesario di Lecce, avvenuta a soli 31 anni, l’8 dicembre del 2015 nel reparto di Rianimazione dell’ospedale “San Giuseppe Moscati” di Taranto. Hanno ricevuto un avviso di accertamento nelle scorse ore: si terrà, infatti, l’autopsia richiesta con forza dalla famiglia, per cercare di arrivare quantomeno a una verità oggettiva.

Fiordiso stava scontando una pena per una rapina in concorso a una farmacia, avvenuta a Galugnano nel dicembre del 2011. La vicenda legata alla sua morte, secondo i parenti, assistiti dagli avvocati Paolo Vinci del Foro di Milano (fra i massimi esperti in casi di malasanità), e Pantaleo Cannoletta del Foro di Lecce, è ammantata di molti misteri. La battaglia è stata portata avanti in particolare dalla zia paterna, Oriana Fiordiso, 42enne di San Cesario di Lecce, che nella vicenda è parte offesa.

Il caso, nonostante appelli e persino interrogazioni parlamentari, sembrava inesorabilmente destinato all’archiviazione. Una svolta, forse inattesa, è però arrivata ora che l’avvocato Vinci è riuscito a ottenere l’accertamento autoptico, che porta la firma del sostituto procuratore di Taranto, Maria Grazia Anastasia.

L'iscrizione nel registro degli indagati è ovviamente un atto dovuto, in questa fase. L’accertamento servirà proprio a cercare di capire se vi siano state o meno negligenze nella vicenda. La Procura nominerà come consulenti tecnici il medico legale Alberto Tortorella e l’anestesista rianimatore Salvatore Silvio Colonna. Il conferimento avverrà formalmente il 19 dicembre. 

Il mistero sulla morte è racchiuso nell’arco temporale di un mese. Cesario, infatti, fu trasferito dal carcere di Lecce a quello di Taranto, con tappa intermedia nell’istituto penitenziario di Asti. La zia di Cesario si recava almeno ogni quindici giorni a trovare il nipote durante i colloqui in carcere. L’ultima volta che lo vide in vita, fu alla fine di settembre del 2015. Venne a sapere all’improvviso che era stato condotto all’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce per "normali controlli", salvo poi apprendere di un trasferimento al nosocomio tarantino per ulteriori accertamenti medici.

Da lì, poi, un trasferimento in cella ad Asti e un ritorno a Taranto. Il tutto, a detta della donna, senza vere comunicazioni con la famiglia, e con vaghe rassicurazioni. Solo il 21 ottobre, l’annuncio al padre del ragazzo: “Suo figlio è in fin di vita”. Il quadro clinico, sconcertante: “Crollo epatico, forse per abuso prolungato di psicofarmaci”, la risposta che avrebbe ricevuto.

Cesario sarebbe stato colpito anche da una setticemia a più organi, un blocco renale forse dovuto allo stato di disidratazione. “Oltre a una malnutrizione, al 31enne che si trova in sala operatoria con gli organi seriamente compromessi, riscontrano anche delle sospette lesioni cerebrali, e intercostali”, spiegò a suo tempo Oriana, intervistata da LeccePrima. E ancora, sempre a detta della donna, anche evidenti segni sul capo, all’altezza della gamba e del costato.

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Il giovane sembrò riprendersi, ma per poco. Il giorno dell’Immacolata del 2015, la tragica notizia della morte. Senza che mai, lui, abbia potuto raccontare ai parenti una sua versione dei fatti. I legali della famiglia, già a suo tempo, spiegarono che sarebbe fondamentale accertare “come sia stato possibile che un detenuto sia giunto in ospedale affetto da stato settico in paziente con polmonite a focolai multipli bilaterali, diabete di tipo 2, grave insufficienza renale, tetraparesi spastica” per poi morire in breve. Ora, forse, dopo tante battaglie e un interminabile anno, finalmente qualche risposta concreta potrebbe arrivare.

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