Morte della bimba dopo il parto in casa, l'autopsia: nessuna malformazione

Bisognerà attendere l'esito degli esami e i prossimi accertamenti per aver un quadro più chiaro. Il decesso dopo il parto

LECCE – L’autopsia ha sciolto solo in parte i dubbi legati alla morte della neonata partorita lo scorso 12 febbraio da una donna di 37 anni di origini romene (residente a Nardò). Dall’esame autoptico, eseguito dal medico legale Ermenegildo Colosimo, è emerso che la bimba era sana e priva di malformazioni e che ha respirato prima del decesso, circostanza che evidenzia come la piccola non sia stata partorita già priva di vita. Bisognerà attendere l’esito degli esami e i successivi accertamenti per aver un quadro più chiaro di questa drammatica vicenda.

Nel corso della notte, la 37enne avrebbe avvertito delle forti contrazioni, che nel giro di poco tempo l’hanno portata a partorire prematuramente in casa. All’arrivo dell’ambulanza il corpo del neonato era privo di vita. La donna è stata accompagnata d’urgenza presso il pronto soccorso dell’ospedale “San Giuseppe da Copertino”. Le indagini dovranno stabilire cosa sia accaduto dopo il parto.

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I primi riscontri dell’autopsia sembrano dunque non evidenziare alcuna responsabilità a carico dei quattro medici in servizio presso l’ospedale di Galatina (dove la donna si è recata solo negli ultimi sette giorni) iscritti, dal pubblico ministero Stefania Mininni, nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta aperta per stabilire le cause del decesso del feto e se sussistono responsabilità a carico del personale medico che ha seguito la gravidanza. Si è trattato, comunque, di un atto dovuto proprio in virtù dell’esame autoptico. Gli indagati, assistiti dagli avvocati Giuseppe e Michele Bonsegna, Ester Nemola e Daniela Bove, hanno nominato un consulente di parte: il medico legale Roberto Vaglio. I genitori, presenti al conferimento dell'incarico, sono assistiti dagli avvocati Giovanni Dell'Atti e Maria Grazia Barretta. L’ipotesi di reato è di procurato aborto. 

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