Non si apre il paracadute: muore 20enne di Lizzanello

Veronica Ingrosso, 20 anni era a Rieti in qualità di caporale dell'esercito. Questa mattina, dall'Aeroclub di Latina, i lanci per ottenere il brevetto di paracadutista. Ma il secondo è stato fatale

Aveva solo 20 anni, amava il volo, sognava di prendere il brevetto per diventare paracadutista. Ma è stata tradita dalla sua stessa passione per i lanci nel vuoto, per quell'ebbrezza di librarsi nell'aria e toccare il suolo dopo un viaggio nell'aria, sfiorando le nuvole con un dito. Veronica Ingrosso aveva solo 20 anni, era di Lizzanello. Caporale dell'esercito italiano in fase di addestramento, giovanissima militare con tutto un futuro davanti che si è improvvisamente spezzato con quella maledetta corda che non ha funzionato. Il paracadute non s'è aperto, quello d'emergenza, forse, non è stato neanche sfiorato. Aveva ormai raggiunto la terraferma, per l'ultima volta: uno schianto fatale. Erano le 10,36 circa del mattino.

L'aereo, modello Cessna 206, era decollato alle 10,32. Raggiunta la quota prevista per il lancio, all'incirca 600 metri, Veronica s'è librata nel vuoto. Ma qualcosa non ha funzionato e lei, probabilmente, non s'è neanche resa conto di quanto stesse avvenendo. Secondo quanto avrebbe dichiarato personale di terra dall'Aeroclub di Latina, dove sono avvenuti i lanci, la 20enne avrebbe infatti assunto la posizione di atterraggio. Come se non vi fossero problemi, come se fosse convinta che sopra di lei s'era spalancato quel telone rotondo di circa 90 metri di circonferenza che si aggrappa alle correnti ed ammorbidisce le cadute. Da sotto avrebbero iniziato a sbracciarsi, ad indicare alla giovane di ritirare nuovamente la cordicella. Ma non lei, forse, in quegli ultimi istanti non avrebbe percepito i segnali preoccupati che provenivano da laggiù.
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Solo il giorno prima Veronica aveva raggiunto Latina dalla vicina Rieti, dove era di stanza insieme ad altre tre colleghe. Avevano atteso all'Aeroclub di Latina Scalo che arrivasse l'alba di domenica, per approfondire quell'emozionate esperienza di lanci. Il primo è riuscito perfettamente, ma il secondo si è trasformato in una tragedia. Al terzo lancio, quello che non eseguirà mai, avrebbe ottenuto l'agognato brevetto. Sul caso è stata aperta un'inchiesta. I primi rilevamenti sono stati eseguiti dai carabinieri. Il magistrato di turno ha disposto l'autopsia del corpo. Dal primo pomeriggio, quando s'è appresa la notizia, che ha fatto anche il giro dei telegiornali nazionali, è iniziato il viavai di amici e parenti in casa della famiglia Ingrosso. Poi, in serata, genitori ed il fratello 18enne sono partiti per Latina, lasciando la loro abitazione nei pressi del campo sportivo di Lizzanello. Da lì Veronica era partita con una valigia carica di sogni ed una professione verso la quale avviarsi. Lì, purtroppo, ci tornerà per l'estremo saluto di chi l'amava.

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