Nuova scadenza degli ammortizzatori sociali per 40 lavoratori ex Bat

A distanza di oltre cinque anni dalla chiusura dello stabilimento leccese, la vicenda degli ex lavoratori rimane irrisolta

Immagine di repertorio.

LECCE – A distanza di oltre cinque anni dalla chiusura dello stabilimento leccese per trasferire la produzione all’estero, quella della Manifattura tabacchi è una ferita ancora aperta nel tessuto sociale e lavorativo del Salento, approdata anche in un’inchiesta della magistratura. Dopo la chiusura voluta da British American Tobacco, per oltre 400 lavoratori è iniziato un lungo calvario fatto di promesse mai mantenute, un’operazione di riconversione risultata pressoché fittizia e la flebile salvezza degli ammortizzatori sociali.

Oggi, spiegano dal Comitato lavoratori Bat Lecce, scadono gli ammortizzatori sociali per altri 40 lavoratori ex British American Tobacco, quelli con più di quaranta anni d'età: “Ancora una volta siamo di fronte ad un immobilismo istituzionale che fa paura e che è costituito da precise responsabilità sia politiche che di scelte aziendali, responsabilità più volte denunciate in Procura e anche con forti e plateali proteste da parte dei lavoratori, ma che sono rimaste inascoltate  da chi  di tutta questa vertenza se ne è riempito in sostanza solo la bocca e le tasche”.

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“Con la firma di quello sciagurato accordo – affermano i membri del Comitato – ci è stato tolto tutto, il lavoro, il futuro, la dignità di sentirsi uomini, donne, padri e madri di famiglia, siamo stati svenduti al miglior offerente e poi abbandonati in quel silenzio più assordante dei boati. Abbiamo sollecitato e incontrato la nuova amministrazione, il Sindaco Salvemini, il vice prefetto, i sindacati, per avere un tavolo istituzionale che metta a confronto tutti i soggetti che di questa vertenza ne sono i firmatari e i costituenti, affinché si adoperino a trovare un soluzione per tutte quelle famiglie che affrontano i quotidiani disagi di una risposta che tarda a venire e che induce a pensare che sia esser fatta di silenzio e omertà”.

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