Cronaca

Stabilimenti abusivi sullo Ionio: sequestrati 52 ombrelloni, ristoratori nei guai

I carabinieri appostati dietro le dune di Pescoluse: invece di cedere a noleggio le sdraio, gli individui denunciati avevano occupato l'area demaniale come fosse uno stabilimento

Uno scorcio di Pescoluse

SALVE – I carabinieri lasciano la caserma, indossano il costume e se ne vanno al mare. Ma è per un'attività di servizio. A partire dall’alba, infatti, i militari della stazione di Salve si sono nascosti dietro le dune della nota spiaggia di Pescoluse. Sono rimasti lì, immobili, per accertare ciò che ormai da giorni avevano comunicato loro diversi cittadini: l’occupazione abusiva del demanio da parte di alcuni esercenti di piazza Gigli, nella nota marina di Salve.

Tre titolari di attività, tra cui un chiosco e due trattorie, sono stati infatti denunciati in stato di libertà per aver allestito, come fosse un vero e proprio stabilimento balneare, l’occorrente per i bagnanti. Il tutto, rigorosamente senza licenza. Sono in tutto 52, tra ombrelloni e sdraio, gli oggetti posti sotto sequestro dagli uomini in divisa, guidati dal luogotenente Tersigio Zezza. Nella mattinata di domenica, a partire dalle 6, i carabinieri hanno documentato quella vasta porzione di spiaggia occupata, nonostante le tre attività potessero soltanto fornire un servizio di noleggio degli ombrelloni: il che, in sintesi, significa che il cliente recupera una parasole e lo fa posizionare dove gli è più comodo.

Una simile licenza, però, non consente di impiantare le strutture preventivamente, come fosse un lido. Al termine delle verifiche, i militari hanno segnalato alla Procura della Repubblica di Lecce un cittadino di Specchia, uno di Salve e una donna di origini romene, proprietari dei locali della marina.

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