Ok del Tar: sabbia brindisina per arenili leccesi

Il tribunale amministrativo ha accolto due ricorsi di Palazzo Carafa consentendo l'approvigionamento di sabbia da Punta Penne. Congedo: "La Regione non smentisca se stessa". Perrone: "Ora basta scuse"

san-cataldo
La sabbia di punta Penne sia trasportata a Lecce per il ripascimento degli arenili. Il Tar, accogliendo ii due ricorsi presentati dal Comune di Lecce, ha annullato il provvedimento della Regione che quasi un anno fa negava la sabbia per tutelare l'interesse archeologico dei fondali scelti per l'estrazione.

La decisione della Regione smentì gli uffici tecnici dello stesse ente, i quali avevano già autorizzato l'uso della sabbia del Brindisino per Torre Chianca, Frigole e San Cataldo, le cui spiagge nel 2005 erano state erose dalle mareggiate. Non fu facile per i tecnici del Comune di Lecce reperire la sabbia idonea al ripascimento di quegli arenili, quella individuata al largo Otranto non presentava la stessa consistenza di quella cercata.

"Il pieno accoglimento da parte della giustizia amministrativa dei ricorsi del Comune diLecce sulla questione sabbia - ha osservato il consigliere regionale di centrodestra, Saverio Congedo- è una conferma delle posizioni che abbiamo
sempre assunto, nella consapevolezza che la salvaguardia dell'attrattività
turistica del Salento è una necessità per l'intero sistema-Puglia. Mentre una nuova
stagione estiva è alle porte, ed il problema della carenza di sabbia su tratti
sempre più estesi del nostro litorale continua ad aggravarsi, l'auspicio che formuliamo e l'appello che lanciamo è che la Regione Puglia non decida di
accanirsi ancora contro una parte di sé stessa, chiudendo un contenzioso che non
doveva essere aperto".
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"Adesso non ci sono più scuse che tengano: la Regione deve gettare la maschera, e dire una volta per tutte se ha a cuore le sorti dello sviluppo del territorio leccese o se invece intende proseguire sulla strada del rifiuto ingiustificato a procedere". E' questo, invece, il commento del vicensindaco di Lecce Paolo Perrone. Che prosegue: "E con la Regione debbono gettare la maschera tutti gli esponenti del centrosinistra che, da Sandro Frisullo ad Antonio Rotundo, finora hanno finto di interessarsi ai destini del litorale leccese, ma che nel migliore dei casi non hanno mosso un dito per perorare la sua causa".

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