Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Omicidio Basile: rinvenuta una camicia insanguinata

Doppio colpo di scena in serata: ritrovati a circa un chiometro dalla scena del crimine una blusa da uomo intrisa di sangue e mezza strappata e successivamente una Fiat Uno blu risultata rubata

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Diventano tre gli elementi che forse cambieranno il corso della storia. Tre elementi che i Ris di Roma dovranno analizzare a fondo, in cerca di dettagli utili all'inchiesta condotta dal pubblico ministero Giovanni De Palma sull'efferato omicidio di Peppino Basile. Prima il coltello, che a questo punto diventa quasi certamente quello dell'omicidio. Poi una camicia, sporca di sangue, strappata in prossimità di un taschino. Sangue che dovrebbe essere di Basile, quello versato nella furiosa lotta contro la persona che lo ha ucciso con rabbia cieca nella notte fra il 14 ed il 15 giugno scorso. Quindici fendenti che hanno leso gli organi vitali, una dolorosa agonia di una manciata di minuti, prima che gli occhi si chiudessero per sempre. Poi, una Fiat Uno di colore blu, risultata rubata. Maniglia forzata, fili elettrici tirati. Gli investigatori l'hanno scovata in serata non lontano da dove era stata notata la camicia. A questo punto, si fa avanti l'ipotesi che possa essere l'auto usata dall'omicida per giungere nei pressi della casa del politico.

E' dunque una camicia il secondo elemento che spunta sulla scena del crimine. Meglio, in prossimità della scena del crimine. Perché Basile è stato massacrato sotto il cancello di casa sua, in via Nizza, alla periferia di Ugento, ma il coltello è stato trovato sotto un albero di ulivo mercoledì scorso, a circa due chilometri dall'agguato. Si tratta di un'arma a scatto di 10,5 centimetri, con l'impugnatura in madreperla, ritrovata da un finanziere appena giunto nel suo fondo. La camicia, invece, è sbucata all'improvviso questo pomeriggio, a 800 metri dal luogo del delitto, in una campagna lungo la provinciale che unisce Ugento a Salve. L'hanno notata tre esponenti di Italia dei Valori: il leccese Gianni D'Agata, Gianfranco Coppola, ugentino, agente di polizia a Gallipoli e consigliere comunale della sua città, e Salvatore Di Mitri di Cavallino. La camicia è stata consegnata agli agenti di polizia del commissariato di Taurisano, fra gli organi chiamati in causa nelle indagini, insieme alla squadra mobile di Lecce ed ai carabinieri della compagnia di Casarano.

Le due località sono prossime, in linea d'aria, e questa evenienza apre ovviamente nuovi spiragli, perché, provando ad abbozzare qualche ipotesi, qualora l'indumento appartenesse all'assassino, si potrebbe per esempio immaginare che sia stato utilizzato a mo' di panno per ripulire il coltello dalle tracce, per poi essere gettato in mezzo ai campi - si presume ora più che mai - da un'auto in corsa, che potrebbe essere quella abbandonata. Stessa fine avrebbe fatto, poco dopo, anche il coltello. Chiaramente si tratta solo di una possibile dinamica. Le analisi incrociate fra i tre elementi rinvenuti potrebbero fornire nei prossimi giorni spiegazioni convincenti su un'eventuale correlazione fra di essi.

Ma tornando alla camicia, un fatto che desta particolare interesse è lo strappo in prossimità del taschino. Secondo il referto autoptico del medico legale, Alberto Tortorella, Basile avrebbe provato a difendersi, nonostante la lotta impari con un uomo armato di coltello. Lo attesterebbero due ferite in particolare, quella ad una mano, ed una seconda sotto un'ascella. Ed ecco allora che alla luce di questi ritrovamenti, assume un rilievo maggiore l'arrivo ad Ugento dei carabinieri del Ris, fissato per martedì prossimo. Chiamati a partecipare all'inchiesta dagli stessi politici di Italia dei Valori, dovranno occuparsi di analizzare i reperti rinvenuti fino a questo momento, fornendo risposte ai quesiti posti sul banco del pubblico ministero Giovanni De Palma.

Già nei giorni scorsi polizia e carabinieri hanno interrogato decine di persone che conoscevano Basile. Tre le piste battute: quella passionale, legata alle diverse relazioni intessute negli anni dal politico dopo la separazione dalla moglie, quella riguardante l'attività politica (Basile era noto per le sue battaglie, condotte di petto e con toni accesi) e quella che si muove sulla via delle attività imprenditoriali che aveva gestito in passato.

Nota: è stato successivamente smentito che l'auto fosse rubata. Risulta intestata ad residente della zona e non è quindi coinvolta nell'episodio.


(Si ringrazia per ler fotografie Felice Tedeschi).

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