Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Omicidio del pastore: il cerchio si stringe sempre più

I carabinieri hanno fermato tre galatinesi per il caso che vede al centro Luigi Zuccalà, ucciso domenica con tre coltellate nella campagne di San Pietro in Lama. Fra questi anche un minorenne

Doveva essere stamattina, ma è slittata a domani per motivi tecnico-burocratici la perizia legale affidata a Roberto Vaglio sul corpo di Luigi Zuccalà, il pastore di 62 anni ucciso con tre coltellate domenica scorsa, fra le 7 e le 8 di mattina, presso la masseria Mascella, sulla San Donato-Copertino, in agro di San Pietro in Lama. Le indagini coordinate dai carabinieri della compagnia di Lecce si stanno susseguendo a ritmo serrato, giorno e notte. Decine le persone interrogate presso la caserma di San Pietro in Lama, fra cui i soci della cooperativa della quale Zuccalà aveva la custodia, con mansione di guardiania dei capi di allevamento.

I sospetti si sono circoscritti in particolare intorno a tre persone, di Galatina per le quali è stato operato il fermo: fra questi c'è anche un minorenne. Che sia stato lui ad eseguire l'omicidio? Non si esclude già dalle prossime ore di venire a capo del rebus, conoscendo il nome dell'omicida e delle motivazioni che l'hanno spinto ad impugnare un'arma, non ancora ritrovata, presumibilmente un coltello, ed ammazzare Zuccalà. Screzi per motivi legati ad una proprietà e visita punitiva del terzetto?


Il corpo senza vita di Zuccalà, riverso su un muretto a secco che cinge il terreno circostante la masseria, venne rinvenuto dalla compagna rientrata dopo alcune commissioni. Fu proprio la donna a dare per prima l'allarme. Nell'occasione, l'elemento che ha subito fornito una pista calda da seguire ai carabinieri, fu un'Alfa Romeo rossa con targa tedesca, abbandonata ai bordi del viale che conduce alla struttura e poi riscontrato di proprietà della cooperativa. Secondo gli accertamenti dei militari, era stata abbandonata perché rimasta bloccata fra i sassi.

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